Questo aneddoto, tratto dalle memorie di Léonard, ci riferisce una piccola avventura in cui incapparono Maria Antonietta e suo cognato, il conte d'Artois, ad un veglione mascherato.
Le memorie del parrucchiere della regina sono piuttosto romanzate ma in ogni caso il passo ci riporta in quel mondo settecentesco fatto di piccoli intrighi, di libertinaggio e di sventatezza:
"Mi trovavo alla toeletta di Maria Antonietta, quando giunse, esuberante di vivacità il Conte d'Artois.
"Mia bella cognata - disse senza preamboli- bisogna che io vi racconti una scappata che ho fatto e voi dovete promettermi di non parlarne al Delfino, il quale non mancherebbe di darmi dello scapestrato".
"Raccontate, raccontate - rispose la Principessa ridendo - Non vi denunzieremo al Delfino ".
Dopo questa assicurazione, il Conte d'Artois si affrettò a narrare alla cognata numerosi particolari del ballo mascherato a cui aveva preso parte, e fu tanto eloquente, che a un certo punto Maria Antonietta allontanò la sua prima cameriera per annunciarci liberamente che intendeva recarsi al ballo mascherato prima che fossero passati otto giorni. Aggiunse che io e la signora Bertin ci saremmo messi d'accordo per preparare il suo costume e che il travestimento sarebbe avvenuto alle Tuileries. [......] Il Conte d'Artois avrebbe preferito mettersi d'accordo con il Duca di Chartres; ma la Delfina non ne volle sapere, e fu così stabilito che io solo mi sarei occupato della cosa [..............] mi misi d'accordo anche con la Bertin, che doveva preparare un costume da contadina svizzera. Il Conte d'Artois non volle dirci come si sarebbe vestito, la marchesa di Langeac, infine, scelse un costume da zingara.