Nella sua biografia di Maria Antonietta, il conte di Reiset racconta che fu vista la Dama Bianca nel castello di Darmastadt la notte prima della decapitazione della regina, e ne da una descrizione tratta da una nota manoscritta del principe Giorgio d' Assia: "il suo volto è livido, senza occhi, né naso, né bocca. Quando la si vede, lascia dietro di se tracce di colore scuro; i piedi e le braccia sono nascosti. Il corpo non è che un chiarore bianco-perla, che si leva in forma di piramide. Il collo è circondato da una gorgiera di trine, su cui poggia l'ovale del viso".
Quella della "dama bianca degli Asburgo" è una leggenda che appartiene, anche se con alcune varianti, anche ad altre culture. Nel folclore germanico viene descritta come un'entità femminile avvolta da una pallida luce. Ne troviamo traccia fin dal XV secolo e viene unanimamente identificata con il fantasma di Agnese di Orlamunde, la vedova di Ottone III di Orlamunde. Agnese uccise tutti i suoi figli per poter seguire il suo amante, Alberto di Norimberga. Pentitasi volle rinchiudersi in convento, in un monastero da lei stessa fondato, quello di Himmelkron. La sua prima apparizione risalirebbe al 1486 e continuò a manifestarsi alla vigilia di eventi luttuosi.

