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venerdì 17 febbraio 2017

La dama bianca

Nella sua biografia di Maria Antonietta, il conte di Reiset racconta che fu vista la Dama Bianca nel castello di Darmastadt la notte prima della decapitazione della regina, e ne da una descrizione tratta da una nota manoscritta del principe Giorgio d' Assia: "il suo volto è livido, senza occhi, né naso, né bocca. Quando la si vede, lascia dietro di se tracce di colore scuro; i piedi e le braccia sono nascosti. Il corpo non è che un chiarore bianco-perla, che si leva in forma di piramide. Il collo è circondato da una gorgiera di trine, su cui poggia l'ovale del viso".

Quella della "dama bianca degli Asburgo" è una leggenda che appartiene, anche se con alcune varianti, anche ad altre culture. Nel folclore germanico viene descritta come un'entità femminile avvolta da una pallida luce. Ne troviamo traccia fin dal XV secolo e viene unanimamente identificata con il fantasma di Agnese di Orlamunde, la vedova di Ottone III di Orlamunde. Agnese uccise tutti i suoi figli per poter seguire il suo amante, Alberto di Norimberga. Pentitasi volle rinchiudersi in convento, in un monastero da lei stessa fondato, quello di Himmelkron. La sua prima apparizione risalirebbe al 1486 e continuò a manifestarsi alla vigilia di eventi luttuosi. 

martedì 29 settembre 2015

I fantasmi del Petit Trianon

"C'era una terrazza sul lato nord-ovest del palazzo e, sull'erba ruvida che vi cresceva sotto, con la schiena rivolta ad essa, sedeva una signora, tenendo un foglio fra le mani quasi a voler misurare l'orizzonte con la lunghezza delle braccia. Aveva dappresso un album di schizzi e il suo sgabello, e sembrava intenta a realizzare uno studio degli alberi circostanti. In effetti pareva che non ci fosse altro sul suo schizzo. Lei ci notò e quando passammo vicine all'altezza della sua mano sinistra, si girò e ci guardò con curiosità.
Non aveva un viso giovane e anche se piuttosto graziosa, non la reputai particolarmente attraente. Aveva un cappello bianco che la riparava dal sole, appoggiato su una buona quantità di capelli biondi e calato sulla fronte. Il suo vestito estivo era leggero e a vita bassa; aveva uno scialle verde chiaro che le copriva le spalle e il seno, e una gonna piuttosto ampia. Pensavo fosse una turista, ma il suo vestito era antiquato e piuttosto insolito (anche se le persone indossavano corpetti fisciù quell'estate). Guardai dritto verso di lei ma provai un'indescrivibile sensazione che mi fece girare lo sguardo. Ero infastidita dal fatto che la signora fosse lì".
(Tratto da "An adventure" di Charlotte Moberly e Eleanor Jourdan)