martedì 1 giugno 2021

Una messa alle Tuileries

Maria Antonietta con il Delfino durante una messa
Collezione privata
"Una grande galleria che abbracciava l'intera larghezza della cappella, sopra il suo ingresso, era occupata dalla famiglia reale. La regina, con suo figlio, si inginocchiò al centro. Era un grazioso bambino di circa sei anni, di carnagione chiara, con occhi azzurri e capelli dorati; aveva la vivacità impaziente della sua età e taceva a malapena. Sua sorella, che la Restaurazione mi ha mostrato così diversa da quella che era allora, tanto che mi è stato difficile riconoscerla nella duchessa d'Angouleme, fu posta davanti alla tribuna, ma a grande distanza dalla madre. L'etichetta, si diceva, voleva così, ma sentii anche attribuire questo allontanamento all'affetto esclusivo che la regina aveva per quello dei suoi figli che doveva regnare. Sullo sfondo della tribuna, vedemmo una figura angelica; era Madame Elisabeth, la sorella minore dei tre re Luigi XVI, Luigi XVIII e Carlo X. Si sarebbe giurato che appartenesse ad un'altra famiglia, tanto era la combinazione naturale di grazia ed eleganza. Che bizzarro destino non aver fatto di questa bellissima ed eccellente ragazza un principe! avremmo avuto sul trono Tito o Marco Aurelio.

lunedì 24 maggio 2021

L'ultima messa dell'Ancien Régime

Questo olio su tela (37 cm X 46 cm), opera di Hubert Robert, rappresenta la famiglia reale durante una messa alle Tuileries nella Galleria di Diana. La galleria, adornata degli arazzi "Le conquiste di Luigi XIV" (dopo Van der Meulen) è uno scenario sorprendente: nonostante la grandiosità del luogo e la folla di spettatori riuniti a sinistra della tela, la scena toccante della famiglia reale in intima preghiera sembra in realtà costituire un nucleo a se stante. In prima fila si riconoscono Madame Elisabeth, il Delfino, la Regina, il Re, Madame Royale e la principessa di Lamballe.


Tradizionalmente il dipinto è noto come "L'ultima messa di Luigi XVI e della famiglia reale alle Tuileries" ma la scena qui rappresentata, non può essere la messa del 9 agosto 1792 poiché l'accesso alla galleria di Diana fu chiuso in seguito alla fuga di Varennes nel giugno del 1791. E' ipotizzabile che si tratti della Domenica delle Palme del 1791, oppure la Pentecoste dello stesso anno. A sostegno di quest'ultima tesi c'è un'opera dell'artista Jean-Baptiste Mallet: "Messa di Pentecoste del 1791 nella Galleria di Diana".

sabato 7 novembre 2020

Pomme de terre alla corte di Luigi XVI

La prima rappresentazione in Europa della pianta di patata
opera di Clusius, 1588

Uno dei primi dipinti di Van Gogh si intitola "I mangiatori di patate": raffigura una famiglia contadina impegnata a cenare con un piatto di tuberi, in un locale buio e cupo che fa passare l'appetito solo a vederlo. Per più di tre secoli, dal primo '600 a metà '900, le cene contadine di mezza Europa (con la Germania in pole position) sono state come in quella tela: povere di luce e ricche di patate.

Originaria dell'America, la patata arrivò in Europa con i conquistadores. La gente, però, l'accolse con sospetto, un po' perché all'inizio era usata nel menù dei detenuti; un po' perché la blanda tossicità che hanno i tuberi mal conservati fu descritta come un pericolo grave. Ci fu persino chi accusò le patate di trasmettere la lebbra. Solo con l'età barocca la patata si fece spazio nelle cucine europee. Forse perché le guerre e le pestilenze del '600, col conseguente impoverimento, avevano reso meno diffidenti i palati. Così i tuberi americani cominciarono a conquistare le tavole dei poveri, soprattutto nei paesi più coinvolti nelle guerre dell'epoca: Germania, Polonia, Svizzera, tuttora fra i maggiori consumatori.

A portarle sulle tavole dei ricchi fu il geniale agronomo parigino Antoine Parmentier che aveva conosciuto le patate mentre era prigioniero dei prussiani e, prima della Rivoluzione donò a Luigi XVI e Maria Antonietta alcuni fiori di pomme de terre. I sovrani ne fecero effimere ghirlande, che sdoganarono la patata anche in Francia. Come Federico il Grande di Prussia e altri colleghi, Luigi XVI afferrò immediatamente il potenziale della patata come alimento base che poteva fare la differenza quando le colture di grano erano state messe a repentaglio da malattie o maltempo. Il sovrano offrì quindi a Parmentier una superficie per la coltivazione di patate. Furono eretti muri e fu istituita una guardia per proteggere il terreno. L'aria di mistero suscitò la curiosità della gente, e ciò raddoppiò quando le guardie iniziarono ad accettare tangenti per consentire alle persone di raccogliere patate. Tutta questa messa in scena incoraggiò la popolazione a guardare l'umile tubero da una nuova prospettiva. Da quel momento la patata fu consacrata per sempre nella cucina francese nel 1785. In quell'anno, la carestia colpì la Francia settentrionale, ma i poveri furono in grado di sopravvivere, grazie all'umile patata. La morte di molti per fame era stata evitata.

martedì 27 ottobre 2020

I misteriosi ritratti di Madame Royale

Tra le collezioni della Reggia di Caserta troviamo un ritratto di Madame Royale, erroneamente indicata nell'inventario con il titolo di "Madame Ravall". Il ritratto è attribuito ad Antonio Pascucci, certamente confuso con Marcantonio Pascucci autore di diversi dipinti sacri presenti in alcune chiese napoletane. Sennonché la tela è firmata J. F. Pascucci, datata 1796. Si tratta certamente di Francesco Pascucci, pittore italo-spagnolo, di stampo neoclassico, nato e formatosi stilisticamente a Roma e la cui attività pittorica sembrerebbe riconducibile al governo del Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo. 

Nel dipinto Maria Teresa Carlotta, diciottenne, liberata su interesse dell'Austria e in esilio a Vienna, è rappresentata in lutto per la morte dei genitori. Nella mano sinistra tiene un fazzoletto e nella destra regge il testamento del padre redatto il giorno di Natale del 1792. La tela è oggi conservata presso la Questura di Caserta dove si trova dal 15 marzo 2011. Il lavoro è probabilmente una copia del ritratto di uguali dimensioni, recentemente restaurato e di autore ignoto, esposto al Palazzo delle Aquile di Palermo. 

Madame Royale nei ritratti esposti a Caserta (sinistra) e a Palermo (destra)
E' interessante notare che il ritratto conservato a Caserta è molto somigliante, come fattezze, a Maria Carolina, zia materna della principessa; per contro il ritratto conservato a Palermo, di qualità superiore, è molto somigliante a Madame Elisabeth, zia paterna di Madame Royale. 


lunedì 26 ottobre 2020

Gli acquarelli di Francesco Guardi testimoniano la fine di un'epoca

Francesco Guardi, pittore e disegnatore veneziano di fervida fantasia e potente capacità evocativa, realizzò due acquarelli in occasione del matrimonio tra Armand-Jules-Marie-Héraclius de Polignac e Idalia Johanna di Neukircken, celebrato il 6 settembre 1790 nella villa Gradenigo a Carpenedo. L'avvenimento fu una delle ultime malinconiche fiammate dell'Ancien Régime; lo sposo infatti era il figlio del duca e della duchessa di Polignac che avevano abbandonato la Francia subito dopo la presa della Bastiglia.


mercoledì 30 settembre 2020

Piccolo aneddoto di un'infanzia felice

Questo quadro, parte di un ciclo di dipinti a carattere commemorativo, fu realizzato da Martin van Meytens in seguito alle seconde nozze di Giuseppe II. Il matrimonio del principe ereditario  fu riccamente celebrato, soprattutto con rappresentazioni teatrali alle quali parteciparono i giovani rampolli imperiali. Il quadro in questione rappresenta il balletto pantomima "Il trionfo dell'Amore" ideato dal poeta di corte Pietro Metastasio su coreografia del maestro di ballo Franz Hilverding e musicato da Leopold Florian Gassmann. Il balletto fu presentato a Schoenbrunn il 24 gennaio 1765. Nei ruoli principali troviamo i figli più giovani dell'imperatrice Maria Teresa: nel ruolo di Flora troviamo Maria Antonietta, all'epoca di nove anni (a destra); nel ruolo di Cupido l'arciduca Massimiliano (al centro); nel ruolo di Mirtillo l'arciduca Ferdinando (a sinistra). I pastori e le pastorelle che fanno da contorno alla composizione furono interpretati dai giovani rampolli dell'aristocrazia viennese: Xavier conte d'Auersperg, Frederic-Joseph langravio di Furstenberg, Joseph e Wenceslas conti di Clary, Pauline e Cristiane contesse d'Auersperg, Therese e Cristiane di Clary.

Nel 1778, Maria Teresa, esaudendo un desiderio di Maria Antonietta, fece realizzare una copia del dipinto dal pittore Weikart per il Petit Trianon. 

Maria-Teresa, 5 gennaio 1778:

"Mercy mi ha inviato una misura per un quadro che vorreste avere al Trianon; è l’opera legata alle nozze dell’Imperatore. Mi fa molto piacere servirvi; ma ho bisogno di un chiarimento: ce ne sono due, uno l’opera, l’altra il balletto dove questa piccola regina era con i suoi due fratelli. Credo che vorreste avere quest’ultimo oppure tutti e due. Sarete servita; ma in questo caso mi servirà ancora una misura per il secondo quadro, da dove la luce entra, se deve essere in cornice o servire da tappezzeria, attaccato al muro."

Maria Antonietta nel particolare del dipinto di Martin van Meytens