martedì 25 ottobre 2022

Maria Antonietta nel ritratto postumo di Madame Vigée Le Brun

Maria Antonietta nel ritratto postumo di Madame Vigée Le Brun - 1800
Il presente ritratto è la testimonianza più toccante del rapporto tra Madame Vigée Le Brun e la regina Maria Antonietta. Realizzato su un piccolo pannello di legno con una finitura molto lucida che ricorda un quadro di gabinetto olandese del '600, il ritratto fu eseguito postumo e interamente a memoria verso la fine del soggiorno della pittrice a San Pietroburgo. La regina è raffigurata con una semplice sottoveste di mussola che ricorda quella che indossava per l'esecuzione, il cui candore simboleggia la sua innocenza e il suo martirio. Il ritratto è firmato in basso a destra come era solita fare l'artista, mentre un'iscrizione, sul retro del pannello, indica che fu realizzato nell'anno 1800. La pittrice inviò il suo lavoro alla figlia della regina per mezzo del conte de Cossé. Nelle sue memorie Madame Vigée Le Brun racconta la genesi del dipinto; era stata invitata a Mittau dalla famiglia reale in esilio ma per motivi personali e professionali aveva dovuto declinare l'invito:

sabato 22 ottobre 2022

Una nuova attribuzione?

La mostra "Marie Antoinette:Métamorphoses d'une Image" tenutati a Parigi tra il 2019 e il 2020, aveva riportato alla luce, nel mondo dell'arte, la querelle sulla vera paternità dell'ultimo ritratto della regina: il famoso schizzo che la immortala in cammino verso la ghigliottina. Secondo alcuni il vero autore non sarebbe David e lo schizzo non sarebbe stato eseguito dal vivo. Numerosi esperti d'arte tra cui Philippe Bordes e Xavier Salmon, concordano sul fatto che il disegno non corrisponda allo stile di David; non ci sarebbero peraltro prove che lo schizzo sia davvero opera sua. La presunta errata attribuzione risalirebbe all'antico proprietario dell'opera, tale Jean-Louis Soluavie, colui che scrisse sotto il disegno originale: "Ritratto di Maria Antonietta regina di Francia condotta alla morte, disegnato a penna da David, spettatore della scena dalla finestra della cittadina Jullien (Rosalie Ducrollay) moglie del rappresentante Jullien, che mi raccontò questa storia".
Secondo Salmon l'artista più papabile ad aver eseguito il famoso disegno, sarebbe Vivant Denon; molte opere dell'artista furono erroneamente attribuite a David in passato. I due erano peraltro amici e David aveva aiutato il collega a trovare lavoro nella Parigi rivoluzionaria. Denon che viaggiava spesso era stato espulso da Venezia nel luglio 1793, come spia della Convenzione, ma non tornò a Parigi fino a metà dicembre, quasi due mesi dopo l'esecuzione di Maria Antonietta (il 16 ottobre il pittore si trovava a Firenze). Dunque non avrebbe potuto essere un testimone oculare dell'esecuzione della regina e lo schizzo sarebbe quindi un lavoro di fantasia, un croquis inventé de toute pièce.
Secondo la nuova interpretazione, Denon, fervente rivoluzionario, odiava Maria Antonietta poiché nel 1785 lo aveva fatto richiamare dal suo incarico a Napoli. Fu quindi "pour assouvir sa détestation" che l'artista creò questo schizzo caricaturale.

mercoledì 19 ottobre 2022

La congiura dei parrucchieri

Rue Saint-Honoré nel 1865
Il mattino del 16 ottobre 1793, poche ore prima dell'esecuzione della regina, alcuni congiurati si diressero in Rue Saint-Honoré per prendere posto in attesa della carretta che avrebbe condotto Maria Antonietta al patibolo. Sarebbero diventati in breve cinquecento e forse addirittura millecinquecento. Il piano era semplice: balzare sul convoglio, rapire la regina e portarla in salvo.

Ma chi erano questi ultimi difensori di Maria Antonietta il cui complotto è passato alla storia come "La congiura dei parrucchieri"?

martedì 18 ottobre 2022

Pardon Monsieur, Je ne l’ai pas fait exprès

Tra gli aneddoti più noti riguardanti Maria Antonietta ne spicca uno relativo alle sue ultime parole: "Pardon Monsieur, Je ne l’ai pas fait exprès". Questa parole, rivolte al boia Sanson, dopo avergli pestato accidentalmente un piede, sono note al pari dell'aneddoto del tutto inventato delle brioche. Ma cosa c'è di vero in merito?

Pagina del giornale "Les Révolutions de Paris" di Louis Marie Prudhomme - Anonimo, 1793
Parigi, Louvre - Gabinetto delle Stampe

Zweig liquida l'aneddoto definendolo "inventato con troppo spirito per essere vero". Analizzando però alcuni particolari non è poi così scontato che la storia faccia parte del processo agiografico che fece da preambolo alla Restaurazione. Al Louvre, presso il Gabinetto delle Stampe, è conservata un'incisione, tratta da un foglio di giornale, che non lascerebbe dubbi sul fatto che la storia fosse, se non autentica, sicuramente sorta poco dopo l'esecuzione della regina. L'autore, anonimo, rappresenta gli estremi momenti di Maria Antonietta: si vede la regina rivolgersi al boia sul patibolo per fargli le sue scuse mentre gli aiutanti allestiscono gli ultimi preparativi per l'esecuzione. L'incisione comparve sul giornale Les Révolutions de Paris di Louis Marie Prudhomme all'indomani della morte di Maria Antonietta ma non per celebrarne la gentilezza, bensì con un intento del tutto diverso. Se infatti le scuse della regina al boia sono sempre state percepite dai posteri come un estremo atto di nobiltà,  Prudhomme, vi legge solo un estremo momento di superbia e di orgoglio, arrivando persino ad asserire che forse la regina aveva volutamente cercato un pretesto per avere il suo ultimo momento da protagonista:

domenica 16 ottobre 2022

Spettri dal passato? il saggio di Andrea Biscaro sul fenomeno della psicoscopia d'ambiente

L'avventura spazio temporale delle due insegnanti inglesi che durante una visita al Petit Trianon si ritrovarono proiettate nel passato, è un caso che ancora oggi fa discutere. In Italia l'unico che aveva tentato di dare alla storia un' interpretazione scientifica fu Leo Talamonti che citò l'episodio nel suo saggio "Universo Proibito". E' quindi degno di nota il libro di recente uscita "Spettri dal passato? - Da Maratona al Petit Trianon e oltre" edito dalla casa editrice Graphe.it, il cui editore si dedica alla divulgazione di testi di nicchia e di qualità.

L'autore del libro, lo scrittore torinese Andrea Biscaro che con la stessa casa editrice ha pubblicato altri due piccoli gioielli "L'amante di se stessa - La vita di Madame Rimsky Korsakov" e "Lady Peg - vita di una cagnolina prodigio", con questo libro analizza il fenomeno della psicoscopia d'ambiente raccogliendo una serie di testimonianze su chi ha fatto capolino nel passato, in particolare analizzando il caso del Petit Trianon. Cosa videro le due insegnanti inglesi non lo sappiamo e l'autore non fornisce una risposta ma attraverso le più recenti scoperte scientifiche ne da una pista interpretativa. 

Davvero il passato può dirsi per sempre archiviato?  Guy de Maupassant nella sua novella "La passeggiata" scrive: "Pare che i muri serbino qualcosa delle persone che ci vivono in mezzo: del loro modo di fare, dei loro lineamenti, delle loro parole". 

Il tempo è una dimensione percorribile nei due sensi, e non riesce a sbarrare la strada alle menti dotate di sensi cosmici.