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venerdì 30 marzo 2018

I Segreti di Tallinn di Diletta Nicastro

Maria Antonietta ha da sempre affascinato e ispirato il mondo dell'arte e della letteratura. Innumerevoli sono i libri a lei dedicati, tra saggi e romanzi storici. Interessante, per gli amanti del genere, la saga mystery "Il mondo di Mauro & Lisi" di Diletta Nicastro, una giovane scrittrice vincitrice del "Premio Bastet" nel 2010. La saga, tra le più all'avanguardia del panorama italiano, ricorda i film di 007 tra spionaggio, colpi di scena e dark ladies e il romanzo "Arsenio Lupin e la Contessa di Cagliostro" di Maurice Leblanc. Ho avuto modo di intervistare l'autrice che nella sua opera ha reso omaggio a Maria Antonietta.

Ciao Diletta, raccontaci della presenza di Maria Antonietta nella tua saga

Prima di tutto complimenti per il tuo blog, interessante ed originale. Anche io ho una viva passione per il personaggio di Maria Antonietta, fin dai tempi in cui seguivo ‘Lady Oscar’. Nel mio piccolo ho voluto renderle omaggio nella saga mystery ‘Il mondo di Mauro & Lisi’, incentrata sul Patrimonio Unesco. L’ho fatto in due modi. Uno, molto accennato, con il personaggio di Alisdair Darcy (il suo nome è un omaggio a Jane Austen, ma questa è un’altra storia…), una sorta di diplomatico del Settecento che svolge la sua attività a Versailles, portando messaggi importanti a nome della Regina e che muore nel 1795 durante i moti vandeani. La sua storia, appena tratteggiata, appare in Dio salvi il Gigante – Il sesto incarico.
L’altra storia è invece molto più elaborata e segue le tracce della famosa Collana dello Scandalo

domenica 24 dicembre 2017

La Nemica

Si può raccontare in modo avvincente una storia saccheggiata dal cinema, dalla letteratura (tra cui Alexandre Dumas) e perfino da un cartone animato come Lady Oscar? La risposta è sì. La giornalista scrittrice Brunella  Schisa è riuscita a rimettere in scena la colossale truffa che l’avventuriera Jeanne de la Motte mise in piedi ai danni di Maria Antonietta. La storia è nota come “Lo scandalo della collana”. Più che una collana, in realtà si trattava di un pettorale composto da 650 diamanti, pesante quanto 500 chili d’oro. Una vicenda rimasta in parte oscura, che l’autrice dipana muovendosi con perizia tra una montagna di fonti storiche. Un romanzo da divorare, che  attraversa gli anni cruciali della Rivoluzione francese, dal 1785 al 1791, raccontata con occhio cinematografico e precisione storica. 

Cominciamo da Jeanne de la Motte de Valois.  Chi era?

«Una donna bellissima, affascinante: bionda, occhi azzurri, un corpo sensuale. Nelle sue vene scorreva il sangue dei re di Francia perché era discendente diretta di Enrico II di Valois. Il padre, un miserabile morto quando lei era bambina, l’aveva cresciuta nel mito dei Valois, e dunque Jeanne aveva con un’unica ossessione: risalire la scala sociale, arrivare a Versailles e chiedere a Luigi XVI la restituzione dei suoi beni».

martedì 12 settembre 2017

Maria Teresa. La sovrana riformatrice che salvò l'impero degli Asburgo

Maria Teresa d'Austria in un magnifico ritratto ottocentesco del
pittore Alois Hans Schram, 1894
Il 13 maggio 1717, nasceva Maria Teresa d'Austria. Quest'anno se ne celebra il tricentenario e ovviamente a Vienna non sono mancati mostre ed eventi per rendere omaggio a questa grande donna che fu madre di Maria Antonietta. 
Scrisse di lei Federico il Grande: "Ella introdusse nelle sue finanze un ordine e un'economia ignoti ai suoi predecessori, e sotto i suoi auspici l'esercito acquistò un tale grado di perfezione quale non era mai stato raggiunto sotto nessuno dei suoi predessori. Una donna attuò un disegno degno di un grande uomo." Parole bellissime e dense di ammirazione che diventano ancor più significative se si considera che provenivano da un misogino per antonomasia che con Maria Teresa fu sempre ai ferri corti.

Pare dunque impossibile che in Italia questa grande sovrana, cui soprattutto la Lombardia deve molto, sia stata così poco ricordata in questo anno che ne celebra il suo trecentesimo compleanno. Solo qualche evento locale ma pur sempre di nicchia, alcune vecchie biografie ristampate, nessun programma televisivo in prima serata che parlasse in maniera approfondita di lei. E' perciò degna di nota la recente uscita di una nuova biografia dell'imperatrice, data alle stampe nel maggio di quest'anno: "Maria Teresa. La sovrana riformatrice che salvò l'impero degli Asburgo".

Ce ne parla in maniera più approfondita l'autrice, Licia Campi Pezzi, già nota per altre due biografie “Sissi. La regina delle Dolomiti” e “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto”:



Perché una biografia su Maria Teresa?

Con il trecentesimo anniversario della nascita dell’imperatrice sono stati pubblicati vari libri su di lei, anche da case editrici importanti. Mi ha però stupito che fossero in massima parte riedizioni e non lavori originali, come se questa grande protagonista della storia non meritasse uno studio approfondito e qualche sforzo in più per mettere in luce nuovi aspetti della sua personalità.
Leggere e scrivere sono state le mie grandi passioni fin da ragazzina: anche oggi, la mia casa è piena zeppa di libri anche in posti insoliti,  dalla soffitta, al terrazzo, per finire nel bagagliaio della mia auto.
Oltre a scrivere, insegno presso il Liceo Russell di Cles, ma spesso mi rendo conto che l’occupazione che mi assorbe di più è quella di mamma: incredibilmente, i figli hanno sempre bisogno di qualcosa! Questo è un altro dei motivi per i quali ho deciso di scrivere un libro su Maria Teresa. Mi chiedevo come avesse fatto, avendo avuto ben 16 figli, a svolgere egregiamente un ruolo tanto impegnativo come quello di imperatrice. 

Cosa ti ha affascinato di lei?

In molte sue lettere, si capisce che si considerava comunque una madre di famiglia ed è curioso notare che spesso i documenti di Stato da lei esaminati, portano macchie di caffè. Era inoltre una persona molto umile, che si avvaleva di parecchi collaboratori, anche se alla fine si assumeva la responsabilità di decidere in prima persona. 
Un altro aspetto che mi ha sempre affascinato di lei è l’introduzione dell’istruzione obbligatoria. Essendo un’insegnante, ritengo questa riforma davvero fondamentale e in grado di cambiare il mondo. Inoltre, visto che vivo in provincia di Trento ho avuto modo di studiare quanto sia stato importante per i sudditi dell’Impero poter accedere  all’istruzione obbligatoria a partire dal 1774, mentre nel Regno di Savoia ( e poi d’Italia) la prima riforma di questo genere porta la data 1859. Maria Teresa prescrisse sei anni di scuole elementari sia per i maschi che per le femmine e i più feroci oppositori della sua riforma furono proprio i contadini che non riuscivano a capire perché anche per i loro figli, destinati al lavoro dei campi, la cultura fosse importante.
Maria Teresa, pur essendo l’unica donna ad aver regnato, tra gli Asburgo, rappresenta un modello cui si ispirarono anche molti imperatori successivi, come Francesco 'Giuseppe.

Francesco Stefano e Maria Teresa ai tempi del loro governo in Toscana

Una sovrana che amava definirsi soprattutto la "madre" dei suoi sudditi ma che non rinunciò per questo alla sua sfera privata. Che cosa ti ha colpito di questo aspetto?

Riguardo alla vita privata di Maria Teresa, mi ha colpito il rapporto con il marito Francesco Stefano, davvero difficile da decifrare, soprattutto per noi del XXI  secolo.  Pur ritenendolo ( a ragione) incapace di governare ed essendo a conoscenza delle sue avventure extraconiugali, la rigorosa Maria Teresa, lo considerò fino alla sua morte e oltre il suo “adorato signore”. Per lei, il tradimento era insito nella natura maschile e infatti una delle sue frasi più celebri è “Per abolire la prostituzione, bisognerebbe abolire gli uomini.”
Un altro punto molto importante, riguarda la nostra percezione di Maria Teresa, che ricaviamo dai ritratti. Pensiamo sempre a lei come una donna anziana, vestita di nero, dall’espressione severa. Nel mio lavoro ha voluto dedicare spazio alla giovane Maria Teresa, che era stata allegra, esuberante e amante del ballo e dei divertimenti. 

Una splendida e giovanissima Maria Teresa in un pastello di Rosalba Carriera

Maria Teresa fu la madre di Maria Antonietta. Potresti riassumerci il tipo di rapporto che c'era tra di loro?

Riguardo al rapporto di Maria Teresa con Maria Antonietta, ho attinto dalla loro corrispondenza e ciò che mi ha colpito di più è stato  l’ascendente che l’imperatrice sapeva esercitare sulla figlia, anche se dopo il suo matrimonio non si videro più. Maria Teresa era una madre affettuosa, ma per lei lo Stato veniva al primo posto e pretendeva che fosse così anche per i figli. Per Maria Antonietta, l’affetto più importante era stato il padre, che perse ad appena dieci anni e in lei si trovano molti aspetti del suo carattere, sicuramente meno rigido e più propenso a godersi la vita rispetto a Maria Teresa. 

Hai indubbiamente condotto delle ricerche per poter scrivere questa nuova biografia che personalmente non vedo l'ora di leggere. Che tipo di lavoro hai svolto?

Per i  miei libri, cerco sempre di consultare le fonti originali in tedesco e devo ammettere che questa volta, con i testi scritti in caratteri gotici, ho avuto parecchie difficoltà, ma alla fine ne è valsa la pena.

Grazie Licia per la tua disponibilità e per averci fatto conoscere in maniera più umana questa grande donna.

Grazie a voi!


L'autrice:
Licia Campi nasce nel 1971. Laureata in Scienze Politiche, abita a Campodenno, provincia di Trento. Sposata da diciotto anni con Alessandro è mamma di tre figli: Alessio, Alessandra e Fabio. Ha pubblicato il suo primo romanzo a puntate (giallo) a 17 anni sul quotidiano locale “L’Adige” e nel 1999 il romanzo storico “Un muro di ghiaccio” con l’editore Curcu & Genovese, con il quale ha pubblicato anche “Aurora von Trapp” e due romanzi gialli, prima di dedicarsi alla saggistica con “Sissi. La regina delle Dolomiti”, “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto” e appunto, “Maria Teresa” pubblicato nel maggio 2017. 
Con le Edizioni Paoline, nel 2009 ha pubblicato un altro saggio storico "Amare. Storie di madri coraggiose.” Un suo articolo su Cesare Battisti è stato incluso nel libro edito da Mondadori nel 2006 “Narrare la storia. Dal documento al racconto”. 

domenica 12 ottobre 2014

La collezione Gaetano Blasa

Gaetano Blasa
Voglio inaugurare questo blog con un'intervista ad un caro amico, Gaetano Blasa, un giovane di talento diplomatosi all'Accademia di Moda, amante dell'arte e professionista del make-up. Ci unisce, oltre che una bella amicizia, la comune passione per Maria Antonietta, una passione che Gaetano coltiva da anni e che l'ha portato, nel corso del tempo, a collezionare oggetti, locandine introvabili e soprattutto libri che riguardano la regina. Entreremo nel suo piccolo regno che Gaetano custodisce come uno scrigno e gli faremo qualche domanda:

Come nasce la tua passione Gaetano?
G: La mia passione per Marie Antoinette nasce quasi per caso durante una lezione di storia. Frequentavo un istituto di suore e quel giorno il mio insegnante, spiegando la Rivoluzione Francese, descrisse Marie Antoinette come una donna capricciosa e frivola che al suo popolo non seppe apportare altro che fame e stenti. Quando citò la famosa frase, "Se non hanno pane che mangino brioches", qualcosa catturò la mia curiosità. La cosa mi divertì molto ed iniziai ad interessarmi a lei, scoprendo poi che in realtà non pronunciò mai quella frase.

Ricostruzione della Collana dello Scandalo, collezione Gaetano Blasa
Da quanto tempo collezioni oggetti e libri riguardanti la regina
G: Avevo 16 anni quando iniziai ad acquistare i primi libri su ebay o nelle librerie dell'usato, finché non scoprii il fantastico mondo dell'antiquariato e da lì fu amore puro. Oggi ho 28 anni e non ho la minima idea di quanti titoli o quanti oggetti io abbia su Marie Antoinette e, detto con tutta onestà, non m'interessa. Mi piace tenerli con me e sapere che in qualche modo portino un po' di lei in casa mia.
Mi è sempre piaciuto rendermi custode della vita di qualcun altro, avere un suo oggetto specie se travagliato, è come avere in mano qualcosa pieno della sua essenza.
Non so se mi spiego... ed è così sin da quando ero piccolissimo.

Descrivici cosa provi quando riesci ad aggiungere alla tua collezione un nuovo pezzo.
G: È strana la sensazione che si prova ogni volta che dopo tanta attesa si riesce ad avere tra le mani il tanto agognato volume, ed è altrettanto strano come dopo pochi minuti si sia di nuovo alla ricerca di qualcos'altro, salvo poi riguardare l'ultimo acquisto, di tanto in tanto, per congratularsi con se stessi. Posso dirti però che esiste in me una fortissima ambivalenza che mi porta a bramare qualcosa per poi rendermi conto che forse non valeva poi tutti quegli sforzi, che invece avrei potuto riservare ad altro.
Sono solo oggetti, ed è giusto che non ci si leghi mai troppo e soprattutto più del dovuto.
Però è così, il piacere di averli quasi sempre supera la razionalità.

Come ti definiresti?
G: C'è chi mi definisce un bibliofilo, chi un collezionista, chi un cacciatore di libri introvabili, o chi ancora un "bibliomane" per citare il mio tanto caro Umberto Eco.
Non saprei davvero, forse anche in questo caso la verità sta nel mezzo. Per me è un gioco, un divertimento, qualcosa che faccio per salvare tanti titoli dall'oblio. Un qualcosa che non ho mai cercato definire. Quello che è certo è che io i libri li leggo, non li acquisto per tenerli lì a marcire nella polvere come molti collezionisti fanno.

Qual è il pezzo forte della tua collezione?
G: Non ho pezzi forti, per me ogni volume e oggetto ha la sua importanza. Sicuramente possiedo delle "rarità". Di recente, per esempio, sono riuscito ad aggiudicarmi un volume che con Marie Antoinette non ha nulla a che fare, ma che non si può immaginare quale soddisfazione mi abbia arrecato riuscire ad averlo. Si tratta della ballata Carmen Monarchia corifea di Café Chantant. Riuscire ad avere questo volume non è stato difficile, o forse in parte lo è stato ma sotto un altro punto di vista.
È stato sempre lì, disponibile per me, come se mi aspettasse.
Di tanto in tanto andavo nel sito della libreria che lo vendeva e subito dopo chiudevo la pagina dicendomi che tanto non lo avrei mai avuto: costava troppo.
Poi un giorno, con  testardaggine e non poca sfacciataggine, ho iniziato a scrivere ai proprietari trattando il prezzo.
E alla fine eccolo qui. Un libricino tanto sottile quanto esplosivo scritto da Gian Pietro Lucini, uno scrittore che più "anti"non si può. Erano infatti ben note le sue posizioni anarchiche in netto contrasto con il periodo, a tal punto da essere incriminato per antimilitarismo e offese ai regnanti.



La ballata di Carmen Monarchia è sicuramente la miglior rappresentazione di quello che era il suo pensiero del tutto anticonformista, basti pensare che venne stampata anonima e clandestina solamente in 50 copie, nel 1900, un periodo sicuramente molto caldo  parlando di anarchici.
Lucini, era un uomo che si creò sicuramente ben poche amicizie e infatti per anni fu considerato veramente molto poco sia come scrittore che come poeta. Solo da pochi anni viene annoverato tra i precursori delle "Nuove Avanguardie".

Insomma, credo che dietro ogni libro che ho acquistato o ricevuto in regalo, non ci sia solo l'interesse per l'autore o per la rarità del volume, ma qualcosa di più, qualcosa che riguarda me e la ricerca che ho fatto per averlo.

Nelle tue ricerche e nei tuoi acquisti andati a buon fine hai mai ricevuto l'aiuto di qualcuno?
G: In molti dicono che nella vita sono importanti le amicizie, che spesso ti consentono di trovare più rapidamente libri o oggetti.
Con un pizzico di orgoglio ti dico che non è il mio caso. E' vero collaboro con varie librerie che mi danno sicuramente un grande aiuto, collaboro anche con qualche cacciatore di rarità, ma molto onestamente ti dico che mi faccio IO  un "mazzo" così.
Sembrerà strano, ma penso siano davvero pochi i librai e soprattutto le case editrici che riescono a capire quanto desiderio si celi dietro la richiesta di reperire il volume edito da loro e ormai andato fuori commercio.
Anche in questo campo, mi duole dirlo, ha preso il posto il freddo mondo del business, che porta a vedere i libri come un modo come un altro per ottenere denaro.
Devo dire che mai una casa editrice ha collaborato o si è mostrata disponibile a darmi una mano per reperire qualcosa. Forse neanche di denaro si tratta, credo si tratti più che altro di svolgere un simile lavoro senza la dovuta passione, e di conseguenza, di  non riuscire a comprendere quali desideri si nascondano dietro ricerche come quelle che conduco io da anni.

Grazie Gaetano per la tua disponibilità e per il materiale fotografico, è stato un piacere far conoscere la tua passione e la tua collezione ad altri appassionati.
G: Grazie a voi!
La biblioteca totalmente dedicata alla regina


Locandine originali:












Videoteca della collezione Blasa