sabato 3 febbraio 2018

La croce di Maria Antonietta

Nell'opera "La lettrice" di Liotard, la ragazza ritratta, probabilmente la nipote del pittore, indossa il costume tradizionale di Lione e una croce, una variante semplificata della "croix de Jeannette", particolarmente indossata in Provenza. 

Tradizionalmente le ragazze del popolo acquistavano la croce con il loro primo stipendio, il giorno di San Giovanni, di qui il nome "Jeannette". Appesa ad un nastrino con un flusso a forma di cuore, questa croce simboleggiava il passaggio dall'infanzia all'età adulta. 

Una variante della "croix de Jeannette" è la "Croix de Marie Antoinette" chiamata anche "Croix de Louis XVI". 

Secondo la tradizione la regina fece sostituire il cuore con un fiocco, un motivo ornamentale che le piaceva molto. 

La croce di Maria Antonietta fu particolarmente utilizzata durante la Rivoluzione e durante la Restaurazione dai monarchici.


Pierrette

Maria Antonietta nel costume di scena di
Rose et Colas in un disegno realizzato
da Madame Vigée Le Brun
Durante una passeggiata con la principessa di Lamballe nel parco di Montreuil, Maria Antonietta aveva incontrato una giovane coppia di fidanzati e si era intrattenuta a parlare con loro. Scoprì quindi che i due non potevano sposarsi perché il giovane non aveva un'occupazione e Pierrette (questo il nome della ragazza) non aveva una dote. 

La regina fece quindi arruolare il giovane fornendogli in questo modo un lavoro ben retribuito, e prese sotto la sua protezione Pierrette alla quale fornì una dote. Nel frattempo avendo scoperto che la ragazza aveva una bella voce da soprano le fece impartire lezioni di musica, tanto che Pierrette arrivò a cantare nell'opera in tre atti "Rose et Colas", un'opera in cui la stessa regina aveva cantato vestendo i panni della protagonista, nel 1780.


Il matrimonio dei due giovani fu però di breve durata perché Pierrette morì di parto lasciando al marito una figlia e una sua miniatura, realizzata pare, dalla principessa di Lamballe.


La storia di Pierrette fu immortalata nell'Ottocento in due dipinti eseguiti da Charles Année. 

Uno rappresenta la regina con la principessa di Lamballe, Gluck e Salieri che impartirono lezioni di musica e di canto a Pierrette, e la stessa Pierrette negli abiti di scena di Rose et Colas.




Nell'altro, facente parte di una collezione privata, la regina all'uscita dal teatro dove si era svolta l'opera in cui Pierrette aveva cantato, benedice l'unione dell'ufficiale (alla sua sinistra) e Pierrette (alla sua destra).



domenica 24 dicembre 2017

La Nemica

Si può raccontare in modo avvincente una storia saccheggiata dal cinema, dalla letteratura (tra cui Alexandre Dumas) e perfino da un cartone animato come Lady Oscar? La risposta è sì. La giornalista scrittrice Brunella  Schisa è riuscita a rimettere in scena la colossale truffa che l’avventuriera Jeanne de la Motte mise in piedi ai danni di Maria Antonietta. La storia è nota come “Lo scandalo della collana”. Più che una collana, in realtà si trattava di un pettorale composto da 650 diamanti, pesante quanto 500 chili d’oro. Una vicenda rimasta in parte oscura, che l’autrice dipana muovendosi con perizia tra una montagna di fonti storiche. Un romanzo da divorare, che  attraversa gli anni cruciali della Rivoluzione francese, dal 1785 al 1791, raccontata con occhio cinematografico e precisione storica. 

Cominciamo da Jeanne de la Motte de Valois.  Chi era?

«Una donna bellissima, affascinante: bionda, occhi azzurri, un corpo sensuale. Nelle sue vene scorreva il sangue dei re di Francia perché era discendente diretta di Enrico II di Valois. Il padre, un miserabile morto quando lei era bambina, l’aveva cresciuta nel mito dei Valois, e dunque Jeanne aveva con un’unica ossessione: risalire la scala sociale, arrivare a Versailles e chiedere a Luigi XVI la restituzione dei suoi beni».

mercoledì 13 dicembre 2017

La richiesta di grazia di Madame de Bellegarde

Nella stampa in basso è rappresentata Maria Antonietta che accoglie la richiesta di grazia di Madame de Bellegarde per il marito. La Regina che allora aveva quasi 22 anni, è circondata dal conte e dalla contessa di Provenza. dal conte e dalla contessa di Artois e dall'imperatore Giuseppe II che all'epoca era in visita a Versailles.

Antoine-Jean Duclos after vicomte Charles Henri Desfosses, 1778


Il colonnello de Bellegarde era stato incaricato da Choiseul di riorganizzare gli arsenali parigini, in particolare per quanto riguardava la rimozione di armi obsolete che sarebbero dovute essere trasportate per la rottamazione alla fabbrica di Saint-Etienne. Nuove armi furono realizzate ma vendute sottobanco agli americani a prezzi ritenuti troppo bassi. Bellegarde fu accusato di questo crimine di collusione con l'acquirente principale. Luigi XV ordinò che fosse consegnato alla giustizia assieme ad un militare di nome Moutier. I due imputati, non in grado di difendersi, furono condannati alla reclusione, ( vent'anni per Bellegarde imprigionato nella fortezza di Pierre-Encize; mentre Moutier, bloccato all'Abbazia di Saint-Germain, fu rilasciato il 7 ottobre 1775 su cauzione di 250.000 livres.) 

Con l'avvento dei nuovi sovrani, Madame de Bellegarde chiese grazia per il marito a Maria Antonietta. La regina richiese una revisione degli atti e un nuovo processo che si svolse il 17 Gennaio 1778 e assolse Bellegarde.

Bellegarde era probabilmente colluso, ma la grazia fu sollecitata dietro richiesta del partito di Choiseul cui la regina fu sempre grata per le nozze francesi, oltre che dagli ambienti militari che minacciavano sommosse.

La sala delle porcellane

Realizzata nel 1769 durante il Regno di Louis XV, questa camera, facente parte degli appartamenti privati del Re, fu concepita come sala da pranzo per il sovrano e la sua cerchia di intimi, ma Luigi XVI e Maria Antonietta, di fatto, non presero mai i loro pasti in questa stanza. Fu tra queste mura che prese piede a Versailles la "Cena di Società" . Si trattava di una cena a metà strada fra la grande Cena Ufficiale e quella completamente privata a cui partecipavano circa una quarantina di nobili. Se il numero dei commensali eccedeva,  si provvedeva ad imbandire le tavole anche nell'adiacente sala da biliardo.
Il nome "Stanza delle porcellane" è da attribuirsi al fatto che Luigi XVI, in occasione delle festività natalizie, usava questo ambiente per presentare al pubblico i pezzi di porcellana di Sèvres di manifattura più recente, di cui era grande estimatore e collezionista. Alcuni di questi pezzi sono ancora considerati fra i più raffinati e costosi soprammobili mai realizzati dalla manifattura di Sèvres


Pierre de Nolhac scrive:
"Il Re e la Regina vedevano Boizot (un famoso scultore che realizzò diversi busti della sovrana) meglio ancora, a Versailles, nel periodo dell'esposizione annuale dei prodotti di Sèvres. Essa si faceva nel periodo di Natale negli appartamenti del Re, che si liberavano a metà dicembre e che restavano fino all'Epifania a disposizione degli artisti della Manifattura. Per quindici giorni la famiglia reale e tutta la Corte vi facevano i loro acquisti ed era un'occasione per valorizzare le nuove opere degli atelier, tra i quali i bisquit avevano sempre un posto importante. Luigi XVI amava aiutare a togliere gli imballaggi e spesso rompeva, ridendo, dei pezzi preziosi; anche Maria Antoinetta si interessava a questa bella esposizione, dove Boizot poté studiare ogni anno il suo viso..."





sabato 4 novembre 2017

Maria Antonietta nelle vesti di Ebe

Maria Antonietta a 18 anni in un dipinto di François Hubert Drouais che la ritrae nelle vesti di Ebe, la coppiera degli dei, intenta a versare nettare al padre Zeus, nelle vesti zoomorfe di un'aquila. 

Simbolo di eterna giovinezza, di grazia e di purezza, il mito di Ebe trovò larga fortuna tra le signore dell'alta società che richiedevano espressamente di essere ritratte nelle vesti della dea; innumerevoli sono i ritratti allegorici dell'epoca ispirati a questa figura mitologica.
Il successo di Ebe fu probabilmente dovuto al fatto che le signore cercavano di rispolverare miti meno noti per stupire con nuovi soggetti e dimostrare così la propria erudizione.

Il ritratto che oggi si trova a Chantilly (Museo Condè) fu commissionato da Luigi XV, da mettere come soprapporta assieme al ritratto della contessa di Provenza nelle vesti di Diana, per il suo gabinetto a Choisy.