venerdì 3 aprile 2015

La Galerie des modes et costumes français

Il frontespizio della raccolta
I figurini sotto forma di modelli in carta o di raffinate illustrazioni, cominciarono a diffondersi nel XVI secolo in tutta Europa, partendo dapprima dalle maggiori città italiane e in particolare da Venezia, poi, per un periodo molto più lungo (fino alla fine del XIX secolo), dalla Francia. Il loro scopo era quello di divulgare le mode e le tendenze provenienti dai centri più alla page. La "Galerie des modes et costumes français" è una raccolta di figurini, dapprima venduta singolarmente e poi allegata ad alcuni giornali del tempo; i figurini erano spesso realizzati da artisti famosi come Claude Louis Desrais, Francois Louis Joseph Watteau e Augustin de Saint-Aubin. La raccolta copre quasi un decennio di moda e gusto francesi, dal 1778 al 1787. In alcuni di essi vi compare la stessa Maria Antonietta, arbiter elegantiarum del tempo ma anche attori e cantanti con i loro abiti di scena.




La spilla di "Maria Antonietta"

Una spilla di diamanti e perle montata da Cartier nel 1910 appartenente alla collezione di Constable Maxwell (Londra). Secondo la tradizione le perle di questa spilla provenivano da un orecchino di Maria Antonietta. Le perle di questi orecchini erano un tempo montate sulla corona della regina Maria Leszczynska, moglie di Luigi XV.

sabato 28 marzo 2015

L'arciduchessa Maria Anna

Marianna bambina
"Sono molto preoccupata per Marianna, che ha forti dolori allo stomaco dovuti alla sua terribile conformazione. Mi addolora vederla soffrire, anche perché il coraggio che ben le conoscete comincia ad abbandonarla". Così scriveva Maria Teresa a Maria Antonietta sulla salute della figlia più grande, Maria Anna, in famiglia chiamata Marianna.

La principessa era la figlia secondogenita di Maria Teresa e Francesco Stefano, nata il 6 ottobre 1738. 

L'imperatrice attribuiva la delicatezza della figlia agli strapazzi subiti quando, a soli due mesi, aveva affrontato in inverno il lungo viaggio che la portava con i genitori a Firenze; durante il viaggio Maria Teresa faticò a trovarle del latte.

Molto delicata di salute e affetta da una leggera gobba per via di una forma di rachitismo, Marianna era dotata per il disegno ma soprattutto per le scienze naturali, passioni che condivideva con il padre cui era legatissima. Dal canto suo Francesco era molto protettivo nei riguardi di questa figlia così delicata e sfortunata.

mercoledì 25 marzo 2015

Gli appartamenti di Stato della Hofburg di Vienna

Quelli della Leopoldinischer Trakt (l'ala Leopoldina) della Hofburg di Vienna erano gli appartamenti privati della famiglia imperiale.
Hofburg di Vienna, Leopoldinischer Trakt. In quest'ala del palazzo, al primo piano, nacque Maria Antonietta
Gli appartamenti di Maria Teresa erano situati al primo piano della vasta, irregolare struttura della Hofburg. Gli Asburgo vissero alla Hofburg dalla fine del XIII secolo, ma quest'ala fu costruita dall'imperatore Leopoldo I nel 1660. Fu poi ricostruita in seguito ad un incendio e successivamente interamente rinnovata da Maria Teresa. La servitù era collocata nelle soffitte, il corpo di guardia al pianterreno.

Attualmente questi appartamenti sono parte degli uffici del presidente della Repubblica austriaca. La camera da letto in cui nacque Maria Antonietta oggi è il salone del presidente, con una tappezzeria rossa ricamata in oro; la stanza è dominata da un enorme ritratto di Maria Teresa dipinto da Martin van Meytens. Una stanza adiacente contiene ancora una collezione di riproduzioni in pietre semipreziose di uccelli e animali molto amata da Maria Teresa, passione da lei trasmessa a Maria Antonietta.
La stanza di Maria Teresa in cui nacque Maria Antonietta in un disegno ottocentesco. L'imperatrice partorì quasi tutti i suoi figli su una speciale poltrona.

domenica 22 marzo 2015

Maria Josepha d'Asburgo Lorena

Maria Josepha in una miniatura conservata
alla Hofburg di Vienna
Maria Josepha era una delle sorelle maggiori di Maria Antonietta. Nata il 19 marzo 1751, e cresciuta a stretto contatto con la sorella Giovanna Gabriella, più grande di un solo anno, e con la quale condivideva la stessa stanza, Josepha divenne crescendo una splendida adolescente.

Anche se non vi sono documenti che lo attestino, sappiamo che Giovanna Gabriella fu fidanzata al re di Napoli; la bambina, però, morì a soli 12 anni in seguito all'innesto del vaiolo. Josepha la pianse a lungo ma la ruota dei matrimoni politici tornò a girare. Fu così che Maria Teresa scelse lei come sostituta di Giovanna e probabile promessa sposa di Ferdinando IV.

Il nuovo ambasciatore di Napoli, il Santa Elisabetta, scriveva il 5 dicembre 1763 al ministro Tanucci: "... credo di non ingannarmi supponendo che S. M sceglierà la quinta arciduchessa Josepha assai ben fatta, non brutta, di una fisionomia molto animata e dotata di molto spirito."
Quello di Josepha sarebbe stato il primo sacrificio richiesto da Maria Teresa ad una delle sue figlie, in nome delle ragioni di stato. 

Palazzo Pitti

Progettato da Luca Fancelli prima del 1470 per la famiglia Pitti su un iniziale progetto del Brunelleschi, Palazzo Pitti fu sede dei granduchi di Toscana e successivamente dei Savoia. Nel 1919 il palazzo divenne di proprietà dello Stato ed è attualmente sede della Galleria d'Arte Moderna, del Museo degli Argenti e della Galleria Palatina, che mantiene tuttora nella disposizione museografica il carattere di galleria principesca.


E' ad Anna Maria Luisa de' Medici, figlia di Cosimo III, sorella dell'ultimo medici, Gian Gastone e moglie dell'elettore palatino, che si deve la ricca collezione conservata a Palazzo Pitti. Dopo la morte del fratello rifiutò per orgoglio la reggenza che il nuovo granduca di Toscana, Francesco Stefano di Lorena (il padre di Maria Antonietta), le aveva offerto. Ma lo schiaffo più grosso lo dette con il suo testamento, con il quale lasciava a Firenze l’immenso patrimonio di famiglia: la Galleria Pitti e gli Uffizi, il gabinetto delle gemme, le collezioni di statue, dei bronzetti, delle medaglie e dei cammei, la Sacrestia Nuova di Michelangelo, la biblioteca laurenziana e la biblioteca palatina, e i reliquiari sacri. E tutto questo a patto che nulla venisse portato via da Firenze. Quando morì aveva settantacinque anni; era il 1743 e i fiorentini ne seguirono il feretro. Con lei scompariva l’ultimo vestigio della gloria fiorentina e terminava una cultura ed una civiltà.

Iniziava così il governo degli Asburgo Lorena che soprattutto con Pietro Leopoldo, il futuro imperatore Leopoldo II, avrebbe lasciato il segno, e non solo in Toscana.
Pietro Leopoldo era il fratello maggiore di Maria Antonietta e all'interno di Palazzo Pitti ci sono alcune "tracce" della regina. Ringrazio per il materiale fotografico Valeria Paglino.

Busto di Maria Antonietta, anonimo scultore del XVIII secolo