martedì 31 gennaio 2017

Mesdames tantes

Le gemelle Luisa Elisabetta ed Henriette, figlie primogenite
di Luigi XV in un dipinto di Gobert che le ritrae bambine.
"Le quattro Mesdames, che sono goffe, pesanti ragazzotte mature, con una brutta somiglianza con il padre, se ne stanno tutte in fila in abiti neri e con la borsa del lavoro a maglia, in apparenza allegre, ma in realtà senza sapere che cosa dire e dimenandosi come se avessero bisogno di far pipì".

L'impietosa e maliziosa descrizione che mette le quattro figlie rimaste nubili di Luigi XV, nella stessa luce delle sorelle cattive di Cenerentola, è dello scrittore inglese Horace Walpole in visita a Versailles,

Per contro esistono i seducenti ritratti delle principesse, eseguiti da Jean-Marc Nattier, abilissimo nel dipingere le dame come Dee o Muse. Pur tenendo conto della dose di adulazione di un pittore di corte, le principesse appaiono in età giovanile, graziose e piene di salute.

La sorte si era accanita contro queste principesse fin dalla loro prima infanzia, quando in un tentativo di fare economia, il cardinale Fleury convinse il re a mandare le figlie più giovani nel convento di Fontevrault, perché vi si formassero. Il collegio di Saint-Cyr sarebbe stato molto più adatto a ricevere le figlie del re ma Fleury preferì affidare la loro educazione a delle suore di provincia dove, però, le principesse impararono poco o nulla come la stessa Madame Louise confidò a Madame Campan.

Luigi XV era un padre affettuoso che avrebbe visto molto volentieri le figlie felicemente sposate. Ma solo una di loro, la primogenita Elisabetta, chiamata Babette in famiglia, si era assicurata un marito morendo però a soli 32 anni. Suo marito, il secondogenito del re di Spagna, l'infante Filippo, regnava sul ducato di Parma e Babette, nota come Madame Infante, non aveva fatto che lamentarsi della vita che conduceva in una piccola capitale di provincia come Parma. Elisabetta ebbe tre figli: Isabella che sposò Giuseppe II, fratello di Maria Antonietta, Luisa che divenne regina di Spagna e Ferdinando che sposò l'arciduchessa Maria Amalia, sorella di Maria Antonietta.

Madame Infante - Nattier
Madame Infante con il figlio in un ritratto postumo eseguito da madame Adelaide Labille-Guiard nel 1788 su richiesta di Madame Adelaide e Madame Victoire che in questo modo intendevano omaggiare il ricordo della loro sorella morta qualche anno prima prematuramente.
Madame Henriette era la figlia prediletta di Luigi XV. Profondamente legata alla sua gemella Elisabetta, soffrì moltissimo quando Babette si sposò. Si innamorò follemente del cugino, il duca di Chartres, che corrispondeva il suo sentimento. Questa unione, vista inizialmente di buon occhio da Luigi XV che stravedeva per la figlia, fu però osteggiata dal vecchio cardinale Fleury, per motivi politici. Se infatti il delfino fosse rimasto senza eredi, il regno di Francia sarebbe potuto passare al duca di Chartres, che era un Orleans. In questo modo la Spagna che vantava dei diritti sul trono di Francia, avrebbe potuto sentirsi minacciata da una tale unione. Così Luigi XV ritenne più saggio non rinforzare la posizione del duca concedendogli la mano di sua figlia. Henriette ne fu inconsolabile e da allora si rifugiò nella musica, sua grande passione. Era abilissima nel suonare la viola da gamba, avendo avuto come insegnante un musicista del calibro di Jean-Baptiste-Antoine Forqueray. Quando nel 1748, Babette fece una lunga visita a Versailles, le due gemelle poterono riabbracciarsi ma la distanza le aveva cambiate. Babette legò infatti moltissimo con Madame de Pompadour, favorita in carica del padre. Henriette che assieme alle altre sorelle detestava la favorita, si allontanò in questo modo dall'amata sorella.

Madame Henriette - Nattier
Il 2 febbraio 1752, Henriette fu colpita da febbre alta. Dopo una passeggiata in slitta, la principessa aveva avuto degli sbocchi di sangue, ma aveva fatto giurare alla sorella Adelaide di non dire nulla. Il giorno successivo, alla febbre alta si aggiunse una tosse preoccupante. Il re e la regina fecero alla figlia diverse visite che, salassata due volte, aveva continue crisi di soffocamento. Le sue condizioni peggiorarono e Luigi XV rinunciò a partire per Bellevue, residenza della Pompadour. Non abbandonò un attimo la figlia che il 7 febbraio, sentendosi vicina alla fine, richiese la comunione. Il re lasciò la figlia seduta sul letto, con un ventaglio in mano e si sentì rincuorato nel constatare un leggero miglioramento. La mattina successiva fu svegliato alle sette dalla notizia che Henriette aveva perso conoscenza. Si consigliò al sovrano di rimanere nelle sue stanze per evitargli uno spettacolo troppo doloroso.
Come tutte le tombe dei reali, anche la tomba della principessa fu profanata durante la Rivoluzione.

Così di otto sorelle (due principesse Luisa e Thérèse erano morte bambine) ne rimasero quattro: Adelaide, Victoire, Sophie e Louise.

Madame Campan che prima dell'arrivo di Maria Antonietta, rivestiva a corte la carica di lettrice personale delle figlie del re, scrive nelle sue memorie:

"Luigi XV vedeva poco la sua famiglia; scendeva tutte le mattine da una scala privata nell'appartamento di Madame Adelaide. Spesso vi portava e vi predenva il caffè preparato da lui. Madame Adelaide tirava il cordone del campanello che avvertiva Madame Victoire della visita del re; Madame Victoire, alzandosi per andare dalla sorella, tirava il cordone del campanello che avvertiva Madame Sophie la quale, a sua volta, avvertiva Madame Louise. Gli appartamenti delle principesse erano molto grandi; Madame Louise abitava nell'appartamento più lontano. L'ultima figlia del re era malformata e piccolissima di statura; per giungere alla riunione quotidiana la povera principessa attraversava, correndo a gambe levate, moltissime sale; ma, nonostante la sua premura, spesso aveva solo il tempo di abbracciare il padre, che partiva per la caccia.
Tutte le sere, alle sei, le principesse interrompevano la mia lettura per andare con i principi da Luigi XV; questa visita veniva definita "débotter du roi" ed era accompagnata da una speciale etichetta. Le principesse indossavano due paniers che sostenevano una gonna ornata d'oro o di ricami e fissavano alla vita un lungo strascico nascondendo il resto sotto una mantella di taffetas nero, che le avvolgeva fino al mento. I cavalieri d'onore, le dame, i paggi, gli scudieri e i messi reali, con grandi fiaccole, le accompagnavano dal re. In un attimo tutto il palazzo, abitualmente silenzioso, era in movimento: il re baciava in fronte ognuna delle principesse, e la visita era così breve, che la lettura interrotta ricominciava dopo un quarto d'ora; le principesse tornavano nella loro stanza, scioglievano i cordoni della gonna e dello strascico, riprendevano il ricamo, e io il libro...
Durante l'estate, qualche volta, il re veniva dalle principesse prima del débotter; un giorno mi trovò sola nel gabinetto privato di madame Victoire, e mi domandò dove fosse "cocchio" e, poiché io spalancai gli occhi senza capire, domandò ancora, ma io continuai a non comprendere. Quando il re fu uscito, chiesi a madame di che cosa aveva voluto parlare. La principessa mi rispose che si trattava di lei, e mi spiegò con grande sangue freddo che, essendo la più grassa delle sue figlie, il re le aveva dato il nomignolo di "cocchio"; che chiamava "straccio" Madame Adelaide, "cornacchia" Madame Sophie, e "cencio" Madame Louise."

Madame Adelaide - Nattier
Delle quattro sorelle, la corpulenta Victoire era la più gradevole. Molto bella in gioventù, soffriva terribilmente per le sue crisi di nervi, conseguenza di terrori infantili: da piccola era stata chiusa a chiave nel tenebroso sotterraneo dell'abbazia di Fontévrault, dove venivano seppellite le monache, e costretta a far penitenza. Nei pressi del sotterraneo viveva uno dei giardinieri dell'abbazia che era stato colpito da idrofobia, causata dalla rabbia; le sue urla farneticanti, unitamente agli immaginati orrori della cripta avevano lasciato in Madame Victoire segni indelebili. La principessa era rimasta tuttavia dolce e affabile; amava la cucina e la comodità di un morbido divano accanto al caminetto e fu particolarmente affettuosa con Maria Antonietta.

Madame Victoire- Nattier
Madame Sophie era una donna brutta la cui altezzosità mascherava una profonda diffidenza. Leggeva parecchio, ma sempre da sola perché la presenza di una lettrice l'avrebbe sconcertata. Tutti gli estranei sconcertavano Sophie che percorreva sempre in gran fretta gli affollati corridoi di Versailles per evitare ogni contatto umano. Quando però c'era un temporale, il terrore prendeva il sopravvento su di lei e la principessa si rifugiava tra le braccia di chiunque fosse a portata di mano, tanto grande era il terrore di lampi e tuoni.

Madame Sophie - Nattier
Madame Louise, la figlia più giovane del sovrano, si ritirò in convento e quando Maria Antonietta arrivò a Versailles, la principessa non c'era già più essendosi trasferita proprio in quei giorni, nel più povero convento carmelitano di Francia: quello di Saint-Denis. Questa decisione, presa di nascosto dalle sorelle, fu motivo di stupore per tutti. Colei che ormai era soltanto Suor Teresa Agostina, e che scriveva al padre con il permesso della madre superiora, era stata un tempo una intrepida amazzone, amante dei bei vestiti e, affermava la Boigne, "con una grande disposizione alla civetteria". Quando Luigi XV entrò nella camera della figlia Adelaide per comunicarle la decisione di Louise, partita nottetempo, il primo grido della principessa fu: "Con chi??". Le malelingue sostenevano che la decisione di Louise fosse stata presa per espiare lei i peccati del padre.

Madame Louise- Nattier
Madame Adelaide, un tempo incantevole, si era presto sciupata, fino a diventare in tarda età, come ci riferisce il duca Carlo Felice che ebbe modo di vedere la principessa ormai esule, "spaventosa".
Intelligente e brillante, sapeva suonare diversi strumenti musicali, anche i più insoliti per una ragazza, come il corno e lo scacciapensieri. L'italiano, l'inglese, le più difficili nozioni di matematica, il tornio, l'orologeria, costituirono in seguito i piaceri della principessa.
Delle quattro sorelle superstiti era la maggiore e possedeva un carattere imperioso e collerico. Nemmeno le suore erano riuscite a tenera a bada le sue bizze. Scrive sempre Madame Campan nelle sue memorie: "Il maestro di danza, l'unico professore di talento gradito dalle principesse e che le aveva seguite a Fontevrault, insegnava loro un ballo molto in voga che si chiamava il 'minuetto rosa'. La principessa Adelaide volle ribattezzaerlo 'minuetto blu'. Il maestro si oppose alla sua volontà, dicendo che a corte si sarebbero burlati di lui... La principessa rifiutò di seguire la lezione, pestando i piedi e ripetendo: "blu, blu"; "rosa, rosa", diceva il maestro. La comunità si riunì per decidere sul grave caso, le religiose gridarono "blu" come la principessa, il minuetto ebbe il nome che lei voleva e Madame danzò".
L'ostinazione che Adelaide aveva dimostrato da bambina, con il passare degli anni assunse connotati peggiori. Era così orgogliosa del suo titolo di Fille de France, che persino convolare a nozze con il figlio di un principe regnante le parve sconveniente. Ed ella preferì incartapecorirsi a Versailles. Si era apertamente opposta al matrimonio del nipote Luigi Augusto con Maria Antonietta, e la sua opposizione non cessò nemmeno quando la conobbe di persona. Stando alla solita Campan, Adelaide era infastidita dall'allegria della Delfina ma, infastidita o no, Adelaide era una politicante e in quanto tale cercò di reprimere l'antipatia per la nuova arrivata; si rendeva conto che Maria Antonietta le sarebbe stata utile nel contrastare Madame Du Barry, l'ultima favorita del padre. Da quando era morta la regina Maria Leczinska i convegni serali per la partita a carte si erano tenuti nell'appartamento di Adelaide; e quando Maria Antonietta subentrò a lei come ospite protocollare di quei convegni, Adelaide si rifiutò di parteciparvi, continuando tuttavia ad intrattenere con il gioco, qualche fedelissimo nelle sue stanze.

Madame Adelaide - Nattier
Madame Adelaide in tarda età - Labille Guiard, 1787
Pare che la prima a definire Maria Antonietta "l'austriaca" fu proprio Madame Adelaide. Quando infatti uno degli ufficiali della Delfina, si recò da Adelaide per riceverne degli ordini, prima di partire per Strasburgo per andare a prendere l'arciduchessa, la principesa rispose: "Se avessi ordini da impartire, non sarebbero certo quelli di andare a prendere un'austriaca".

Tra tutte le figlie di Luigi XV, Adelaide e Victoire furono quelle più longeve. Esse morirono infatti esuli a Trieste, Victoire nel giugno del 1799 e Adelaide nel febbraio del 1800. Qualche anno prima, nel settembre del 1793, quando le principesse si trovavano esuli a Roma, proprio Adelaide che si era sempre dimostrata ostile a Maria Antonietta, anche se non apertamente, ebbe belle parole per lei: "Povera regina, che coraggio e che fermezza ha mostrato! Come ha parlato a quelle canaglie! .... se soltanto fosse dipeso tutto da lei!"


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