mercoledì 21 ottobre 2015

L'Affare del Garofano

La moda di portare un fiore infilato nell’occhiello della giacca, di solito un garofano, ha origine alla fine del ’700 e si collega ad un episodio della Rivoluzione Francese.
Maria Antonietta imprigionata alla Conciergerie, costantemente sorvegliata dalle guardie, aveva comunque modo di ricevere visite dall'esterno: per lo più curiosi, come la stramba Mrs Atkins, si dice persino un prete (colui che ricevette l'ultima confessione della regina) e pittori. Generalmente queste persone pagavano una somma di denaro a Michonis, l'ispettore del carcere. Un giorno Michonis fa entrare nella cella della regina il Cavaliere di Rougeville, un monarchico, cavaliere di San Luigi. Costui, avendo necessità di consegnare un biglietto a Maria Antonietta con le dettagliate istruzioni di un piano di fuga, lo infila furbescamente tra i petali di un garofano disinvoltamente appuntato sul petto. Con un gesto rapido getta il garofano nella cella, senza essere visto. Maria Antonietta cercherà di rispondere al biglietto servendosi di un ago. Questo biglietto è ancora oggi conservato come una reliquia agli Archivi Nazionali, attaccato con uno spillo all'interrogatorio della regina; è assolutamente illeggibile anche perché, in seguito, vi furono applicate altre punture di spillo per renderlo indecifrabile. E' una strisciolina di carta grigia con un che di seta. Fu decifrato da uno specialista, Pilinski, con queste parole: "sono guardata a vista. Non parlo con nessuno. Mi fido di voi. Verrò".

Il Cavaliere di Rougeville. In realtà il suo vero nome era Alexandre Gousse, ed era figlio di un contadino arricchito dell'Artois. Abile, scaltro e risoluto aveva assunto il nome di Rougeville e prima della Rivoluzione era riuscito a rendersi bene accetto nel bel mondo parigino. Aveva ostentato un realismo esasperato e fu una delle persone che il 28 febbraio 1792, il famoso Giorno dei Pugnali, si adunarono alle Tuileries per difendere il Re. Il 20 giugno 1792 fu accanto alla regina mentre la folla inferocita sfilava davanti a lei
Il piano di fuga fallì, probabilmente per la paura di alcuni gendarmi. Si legge nelle Memorie di Madame Royale:
"Appresi dopo la sua morte [di Maria Antonietta] che s'era tentato di farla fuggire dalla Conciergerie e che, per disgrazia, il disegno non era riuscito. Mi venne assicurato che i gendarmi e la moglie del carceriere erano stati pagati da qualche nostro amico. L'occasione della fuga fu un'altra volta perduta, perché le era stato raccomandato [alla regina] di parlare alla seconda guardia, ed essa, per errore, parlò alla prima".

Da quel momento in poi la sorveglianza su Maria Antonietta si farà più stretta. Questo famigerato "affaire de l'oeillet", il complotto del garofano, è ancora sotto molti aspetti oscuro. Si dice che Rougeville, con l'aiuto di altri monarchici, avesse corrotto i piani alti (Hebert, Danton e persino Robespierre) per far evadere la regina. Più tardi questa vicenda ispirerà Alexandre Dumas per il suo romanzo "Il cavaliere di Maison Rouge" e la baronessa Orczy per il ciclo della "Primula Rossa".

Da allora gli aristocratici francesi adotteranno la moda del garofano bianco all'occhiello come simbolo di appartenenza politica e sociale. Il fiore era infatti portato con orgoglio dai nobili che andavano alla ghigliottina.

Qui in basso il biglietto scritto da Maria Antonietta su un pezzo di carta da parati della sua cella con uno spillo, in risposta a Rougeville.
In basso la traduzione di Pilinski. Le didascalie parlano del Tempio, in realtà Maria Antonietta era già rinchiusa alla Conciergerie:


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