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| Heirich Heine nel 1831 |
Nel 1851 Heinrich Heine, tra i più importanti esponenti del Romanticismo tedesco, poeta amatissimo di Sissi. dette alle stampe la raccolta di liriche "Romanzero" il cui primo volume, Historien, dedicato alla caducità della bellezza, contiene la lirica "Marie Antoinette".
Aderendo a uno dei cliché del romanticismo noir, Heine evoca gli spettri della regina e delle dame titolate del suo stretto entourage in uno dei momenti più intimi del cerimoniale di corte, quello del risveglio della sovrana.
Nella poesia di Heine tale rito si svolge temporalmente dopo la Rivoluzione del 1789, e precisamente dopo gli eventi rivoluzionari francesi del 1830 e del 1848, a rimarcare come il poeta voglia cogliere nel processo storico, di cui è spettatore, l’incalzare delle tendenze restaurative.
Scorrendo i versi di 15 strofe, ciascuna delle quali prevede una quartina a rima alternata, l’ancien régime viene evocato attraverso dei “rèvenants”: la regina e le sue dame per l’appunto, tutte private della testa ad opera della ghigliottina, intente in modo grottesco e macabro al rito quotidiano del lever dove, con grande stupore, si assiste di giorno a un’apparizione spettrale assai curiosa, quella del Palazzo delle Tuileries che fu attaccato dal popolo francese il 10 agosto 1792 in piena Rivoluzione e ancora nel luglio del 1830 e il 24 febbraio del 1848 a seguito dei moti rivoluzionari. E proprio in questa regale dimora vagano indisturbati vecchi fantasmi di un passato che pareva fosse ormai inesorabilmente tramontato, quelli della regina e delle sue dame.