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Francesco in un ritratto giovanile.
Uno sbaglio che fanno in molti è quello di parlare di
"imperatore d'Austria" prima del 1806.
Poiché l’abolizione del titolo di Imperatore dei Romani ebbe
luogo formalmente nel 1806, Francesco fu il primo
Imperatore “doppio” della storia, essendo stato
Francesco II come imperatore dei Romani e
Francesco I come imperatore d’Austria. |
"Mi sono chiesto se si conveniva alla dignità dell'imperatore, al suo stesso interesse, assistere alla sorte da cui è minacciata la sua augusta zia senza nulla tentare per sottrarvela o per strapparvela ... L'imperatore non ha forse in questa particolare circostanza doveri da adempiere? Non conviene perdere di vista che la condotta che il nostro governo presceglierà verrà un giorno giudicata dai posteri; ma come non temere la severità di tali giudizi, se fosse provato che, essendo la regina di Francia a tal punto minacciata, S.M. l'imperatore non ha fatto tentativo né sacrificio alcuno per salvarla?"
Questa, lettera abbastanza audace per la penna di un diplomatico, fu inviata dal conte Mercy all'imperatore Francesco II, nipote di Maria Antonietta. Ma, come scrive sagacemente Stefan Zweig, "nel ventiquattrenne, gelido, insensibile, meschino Kaiser Franz, che non ha nell'anima neppure più una scintilla dello spirito di Maria Teresa, Maria Antonietta non trova né comprensione né volontà di aiuto."
L'imperatore Francesco fu in effetti un personaggio ambiguo e di non facile lettura e nei confronti della zia che non aveva mai conosciuto, mostrò indifferenza arrivando a dire, al cavaliere di Rougeville che ne sollecitava l'aiuto:
"mia zia saprà ben morire".
Sul carattere dell'imperatore esistevano opinioni discordanti già all'epoca. Secondo alcuni, egli era uno stoico che affrontava sereno e compassato ogni vicenda, irritandosi solo quando si trattava di pagare in contanti. Secondo altri era un Quinto Fabio, capace solo di temporeggiare ed esitare, con velleità di sovrano assoluto ma privo della forza di volontà necessarie ad agire. La sorte di una regina deposta era assolutamente ininfluente ai fini politici e Francesco non pensò neanche lontanamente di scendere a patti con la Francia, nemmeno quando la zia fu trasferita alla Conciergerie.
Mercy lasciò scritto disgustato da tale condotta: "Non l'avrebbero salvata neppure se l'avessero vista con i propri occhi salire la ghigliottina". Ma il giudizio più duro è quello di Madame Royale che liberata su interessamento dell'imperatore in cambio di prigionieri politici, visse per qualche tempo a Vienna. La principessa lasciò scritto: "Non potevo immaginare l'indegna condotta dell'imperatore che ha lasciato perire mia madre, sua zia, senza muovere un passo per salvarla".
Qualche anno dopo Napoleone poté osservare: "Era massima stabilita nella casa d'Austria mantenere il silenzio sulla la regina di Francia. Al nome di Maria Antonietta abbassano gli occhi e mutano costantemente discorso, quasi per sfuggire a un argomento spiacevole e imbarazzante. E' una regola adottata da tutta la famiglia e raccomandata ai rappresentanti all'estero."