![]() |
| Una nobildonna viene aiutata dalle sue cameriere ad indossare la biancheria intima. Dipinto ottocentesco di Joseph Caraud, 1892 |
La biancheria intima di una signora del Settecento era molto diversa da quella attuale. Le dame, sotto gli abiti, indossavano la camicia lunga, le calze e il bustino. Le mutande, come indumento intimo, ebbero una certa diffusione in Italia nel XVI secolo e furono importate in Francia da Caterina de' Medici; ma questo capo di biancheria non era ben visto e le dame non lo usavano volentieri, in quanto ritenuto indumento da donna di facili costumi.
In "quei giorni lì" venivano utilizzate pezze di lino con fori alle estremità che venivano fissate per mezzo di lacci stretti in vita. (1)
Nell'agosto 1771 è registrata un'avventura tragicomica che ebbe per protagonista l'allora Delfina che un giorno, facendo delle passeggiate a cavallo, ruzzolò dal suo destriero: "La capriola di Sua Altezza Reale è stata tale, mi hanno detto i felici testimoni oculari, che il più prezioso dei "tesori" della futura sovrana si è ritrovato completamente scoperto". Dopo questo piccolo incidente la Delfina prese l'abitudine di cavalcare con un pantalone sotto la gonna destando ovviamente scandalo anche perché preferiva cavalcare alla uomo e non all'amazzone. Ad ogni modo, da questo episodio, si evince che la regina non indossava mutande. In effetti i mutandoni furono introdotti da Maria Luisa (pronipote di Maria Antonietta e seconda moglie di Napoleone) agli inizi dell'Ottocento quando, durante una visita ad una fregata della flotta francese, le raffiche di vento misero in mostra le sue gambe (e probabilmente non solo quelle). Nell'Ottocento, durante il Secondo Impero, in Francia le mutande caddero di nuovo in disuso. Un famoso aneddoto racconta che Vittorio Emanuele II, la prima volta che incontrò l'imperatrice Eugenia, le abbia domandato "Ma è vero che le dame francesi non portano le mutande?" (domanda da cui si intuisce che le signore in Italia le portavano).











