mercoledì 18 gennaio 2017

Madame Tussaud

Madame Tussaud in una vecchia cera che la ritrae
in età giovanile
Il primo museo delle cere che si ricordi fu la Chambre du Sublime, donata nel 1675 da Madame de Thianges al duca del Maine, con personaggi dell'epoca raffigurati in cera.

Fu però nel Settecento che la ceroplastica divenne un'arte su più fronti: in campo religioso, in campo scientifico e nella ritrattistica. La cera d'api veniva lavorata facendo uso di pigmenti, in modo da raggiungere un effetto di impressionante realtà. Gli occhi erano in vetro; capelli, barbe, stoffe, erano spesso vere e in molti casi appartenevano ai diretti interessati. Tutto ciò ha da sempre un effetto che attira e respinge allo stesso tempo perché cera e carne sono in fondo molto simili (molli e deperibili) e quindi provocano nello spettatore delle sensazioni che di norma non si provano di fronte ad una scultura o ad un ritratto.

Il museo delle cere più noto al mondo è sicuramente quello fondato da Madame Tussaud, nata Marie Grosholtz. Allieva del dottor Curtius, che le insegnò fin da piccola l'arte della "ceroplastica", Marie entrò presto in contatto con la corte di Francia, tanto da venire invitata a risiedere a Versailles dove vi rimase otto anni, insegnando arte alla sorella di Luigi XVI, Madame Elisabeth.

Autrice di interessanti memorie, Marie fu testimone oculare degli eventi più tragici e sanguinosi della Rivoluzione. Il giorno in cui fu massacrata la principessa di Lamballe, i suoi "selvaggi assassini" si recarono da lei e le gettarono la testa della povera principessa in grembo perché ne prendesse l'impronta del volto. Marie aveva conosciuto la Lamballe e nelle sue memorie racconta come le mani le tremassero per l'orrore, a tal punto che quasi non riusciva a lavorare.

Imprigionata assieme alla futura imperatrice Josephine, Madame Tussaud era praticamente certa di finire sul patibolo ma il Terrore la risparmiò su interessamento del pittore David che la stimava, perché si dedicasse all'arte della ceroplastica, divulgando, come monito, i calchi dei giustiziati più illustri. Il fatto che il corpo della regina fu lasciato insepolto per giorni, consentì a Madame Tussaud di ricavarne l'impronta del volto.



Un ritratto in cera della principessa di Lamballe, eseguito da Madame Tussaud nel 1789
Si suppone che Maria Antonietta fu seppellita il 1° novembre 1793, stando a quanto riportato dal becchino Joly in una nota, vale a dire quasi due settimane dopo la sua esecuzione. Fu in questo lasso di tempo che la Tussaud eseguì il calco. Al momento della riesumazione dei cadaveri dei reali, la testa della regina apparve intatta, come testimoniato dallo stesso Chautebriand nelle sue "Memorie d'oltretomba": "nel mezzo dell'ossario, riconobbi la testa della regina, dal sorriso che quella testa mi aveva rivolto a Versailles". Un sorriso che Madame Tussaud definisce nelle sue memorie "di incanto" e "capace di convertire a sé il più spietato dei nemici". Probabilmente Madame Tussaud aveva iniettato nella testa della regina una sostanza per rallentarne la decomposizione (la stessa sostanza che si usa per imbalsamare i corpi). Il macabro lavoro svolto da Marie con tanta freddezza, non deve stupire. La scultrice era stata per tanti anni assistente del medico Curtius ed era ormai abituata a ragionare lei stessa come un medico.


Qui in basso una cera di Maria Antonietta, al museo delle cere di Madame Tussaud a Londra:





Cera di Madame Royale
Cera del Delfino Luigi Carlo

La famiglia reale

Cera di Maria Antonietta - Museo delle cere, Vienna
Cera di Maria Teresa - Vienna
Cera di Giuseppe II - Vienna
Il calco della regina, quello originale, non fu mai esposto, e quasi certamente andò perduto negli anni '30 del novecento durante un incendio che colpì il museo delle cere; qualcuno sostiene che il calco andò perduto qualche anno prima durante una burrasca nella traversata Dublino-Liverpool (molto materiale, prestato per una mostra a Dublino, finì in mare). Altri sostengono che il calco, essendo molto fragile, giaccia negli archivi del museo nascosto ai più per preservarlo. Ad ogni modo, di questo calco, furono realizzate diverse copie; ed è a queste copie che si deve l'immagine più veritiera che possediamo, del volto di Maria Antonietta.

Qui in basso uno dei primi calchi di Maria Antonietta, realizzati nell'Ottocento, come copie del calco originale di Madame Tussaud:




Nel 1794, alla morte del suo maestro, il dottor Curtius, Marie ricevette in eredità l'intera sua collezione di cere. L'anno dopo si sposò con François Tussaud dal quale ebbe tre figli. Separatasi dal marito, uomo violento e brutale, Marie si trasferì nel 1802 in Inghilterra, dove, nel 1835, dopo anni di mostre itineranti, fondò assieme al figlio François, il Museo delle Cere che tutt'ora porta il suo nome.
Tra le maggiori attrazioni turistiche di Londra, il museo possiede diverse filiali.

Una cera di Madame Elisabeth realizzata da uno dei discendenti di Madame Tussaud

Qui in basso la cera di Madame Du Barry, l'unica originale del museo delle cere a Londra, opera del dottor Curtius, il medico svizzero che fu insegnante di Madame Tussaud, datata 1765. La particolarità di questa cera, chiamata anche "la bella addormentata" è quella di "respirare".





La cera di Madame Du Barry, come si presentava agli inizi del '900. Alle cere viene spesso cambiato il look.
Nel caso specifico la Du Barry appariva come una bella dormiente velata. 
L'arte della ceroplastica non fu ovviamente solo appannaggio di Madame Tussaud. Famoso fu l'italiano Francesco Orso, al quale si devono i busti in cera di Vittorio Amedeo III di Sardegna e di sua moglie Maria Antonietta di Spagna. Un altro famoso ceroplasta della sua epoca fu Joseph von Deym, un boemo altrimenti noto con il nome di Joseph Müller, proprietario all'epoca di un museo delle cere a Vienna. E' a lui che dobbiamo i busti, spietatamente reali, di Maria Carolina e Ferdinando IV, oggi conservati a Palazzo Reale a Napoli:

Ferdinando e Carolina in due busti che li raffigurano in maniera spietatamente reale.
Maria Carolina non fece in tempo a vedere il busto perché fu ultimato quando ormai la regina
aveva preso la strada per Vienna, dove fu praticamente esiliata. Da ragazza Maria Carolina doveva
avere un certo charme, ma le 17 gravidanza, di cui una gemellare, le violente emicranie e il mal di denti
per i quali la regina trovava giovamento solo facendo uso di dosi massicce di oppio, e infine la tragica morte
dell'amata sorella Maria Antonietta, la resero decisamente irriconoscibile. Non conosceremo mai
la reazione che Maria Carolina avrebbe potuto avere di fronte al suo busto in cera ma è anche vero che
all'epoca c'era, rispetto ad oggi, una visione meno esasperata dell'estetica. Quanto a Ferdinando IV, il busto
è in fondo molto simile ai suoi ritratti su tela. 
Busto in cera dell'imperatore Leopoldo II opera di  Joseph Müller

Quello di Madame Tussaud non è l'unico museo delle cere. Un altro importante museo delle cere è quello Grévin fondato nel 1882 a Parigi e ad oggi con diverse filiali. In una di queste, a Montréal, è esposta una bellissima cera di Maria Antonietta:



Qui in basso una cera di Maria Carolina esposta al museo delle cere di Maddaloni, Caserta:




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