sabato 7 gennaio 2017

Boudoir turco di Maria Antonietta

Fontainebleau, residenza di caccia della famiglia reale, conserva varie stanze che negli anni '80 del Settecento Maria Antonietta fece adattare al proprio gusto.

Solitamente si visitano la camera da letto, il salone da gioco di Maria Antonietta, il piccolo Boudoir de la Reine e il Boudoir Turco riaperto nel 2013 dopo un lungo e costoso restauro (circa 2 milioni di Euro).

Quando nel 2012 la Frick Collection di New York dedicò una mostra alle decorazioni turche, in voga al tempo di Maria Antonietta, intitolata Turkish Taste at the Court of Marie-Antoinette, nello stesso periodo, durante le giornate del patrimonio e della Biennale degli Antinquari, il castello di Fontainebleau lanciò un'originale campagna di raccolta fondi per permettere il restauro del boudoir turco e del mobilio in stile turco appartenuto all'imperatrice Joséphine che già nel 1806 aveva sostituito l'arredo, perduto durante la Rivoluzione, e disegnato da Jacob per Maria Antonietta.

Il Boudoir Turco di Maria Antonietta a Fontainebleau è un luogo unico, perché quello della regina a Versailles, così come quello del conte d'Artois al Tempio, andò distrutto e smembrato durante la Rivoluzione.



Fu proprio il conte d'Artois a lanciare la moda alla turca, influenzato da "Mustapha et Zéangir" in cui si racconta della vita di Solimano il Magnifico.


Nel gennaio 1777 iniziarono i lavori a Fontainebleau: gli operai lavorarono a ritmo frenetico giorno e notte per terminare l'opera il prima possibile diretti da uno degli architetti preferiti da Maria Antonietta, Richard Mique.
La regina voleva un luogo ricco di fantasie orientali; il risultato furono ricchi decori dorati come mezze lune e stelle, mentre nei muri vennero incastonati dei brucia essenze.


Brucia essenze




Un vetro separa ancora oggi il boudoir dalla toilette creando un gioco di luce come un harem. Interessante è anche lo specchio che, con l'uso di un bottone, permette di nascondere o meno la finestra che si affaccia sul giardino di Diana.

Lo specchio mobile del boudoir turco. La sua funzione era quella di creare per la regina una sorta di "fuga dalla realtà". Lo specchio aveva inoltre una funzione insonorizzante oltre a quella di creare un effetto illusorio di profondità. 
meccanismo degli specchi mobili


In seguito, nel 1806, Josephine trasformò il boudoir in una stanza da letto con mobili e drappi scintillanti d'oro.

Qui in basso alcune immagini del Boudoir turco dopo il recente restauro e prima che venisse riammobiliato in stile Impero. 
Da queste immagini si può apprezzare più realisticamente come doveva apparire il boudoir ai tempi di Maria Antonietta.








Toilette del boudoir turco
E' possibile avere un'idea dell'arredamento originale del boudoir alla turca, grazie ad alcuni pezzi appartenuti al conte d'Artois che un tempo facevano parte dell'arredamento del suo boudoir alla turca del Tempio oggi conservati al Louvre. Il divanetto, realizzato nell'ottocento durante il secondo impero, è una ricostruzione:



Qui in basso un divanetto alla turca venduto nel 2012 da Sotheby's per 500mila Euro. Realizzato nel 1777 da Jacob, reca il monogramma della Garde-Meuble di Maria Antonietta. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un perfetto esempio di mobilio alla turca. 


Questo tipo di divanetto era perfetto per poter stendere le gambe e perfetto per Maria Antonietta che durante la sua prima gravidanza, ma anche dopo, soffrì di problemi di circolazione venosa. Il principe di Croy riferisce che la sovrana il 3 gennaio 1779, alcuni giorni dopo la nascita di Madame Royale, aveva ordinato della stoffa per una chaise longue (una poltrona allungata) che avrebbe utilizzato il 17 gennaio, durante il ricevimento in onore della nascita della principessina.

Qui in basso pannelli per porte decorati da Jean-Siméon Rousseau de la Rottière (1747-1820) e Jules-Hugues Rousseau (1743-1806) per il boudoir turco del conte d'Artois a Versailles (1781). I pannelli di quercia oggi al METdi New York furono donati al museo da J. Pierpont Morgan nel 1906.
Il boudoir del conte d'Artois si trovava nell'ala sud del castello di Versailles e fu cotruito tra l'aprile e il settembre del 1781. La camera era un intimo rifugio del conte che vi teneva anche una biblioteca privata. L'arredamento, ormai perduto, era degno di nota per l'ampio uso di specchi e tessuti costosi. Le decorazioni evocavano un Oriente fantastico con schiave, odalische, piccoli geni, turbanti e ghirlande:




Ricostruzione in digitale del boudoir turco del conte d'Artois a Versailles

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