sabato 9 aprile 2016

La Biblioteca di Maria Antonietta

Maria Antonietta con un libro in un celebre
ritratto di Mme Vigée Le Brun - 1785
Sarebbe esagerato aggiungere all'elenco dei piaceri della Regina la lettura, poiché Maria Antonietta, cronicamente pigra, trovava tediosa da sempre questa pratica.

Sin dai tempi in cui era Delfina trovava difficoltà nel leggere al punto che l'abate Vermond, il suo ex precettore, assurto a Versailles al rango di confessore e lettore, si sostituiva a lei intrattenendola con letture di vario genere. 

Maria Teresa d'Austria nelle sue periodiche missive alla figlia scriveva: "Tentare di riempirvi la testa di buone letture è per voi più che necessario rispetto a tutti gli altri. Sono due mesi che attendo che l'Abate rediga per curiosità mia personale, l'elenco dei libri a cui vi state dedicando, ma temo a ragione che il vostro tempo sia unicamente dedicato ad asini e cavalli. Mi auguro che l'inverno arrivi presto e che il freddo vi costringa a prendere in mano almeno un piccolo volume".

L'imperatrice aveva ragione perché Maria Antonietta aveva sviluppato una notevole tecnica di persuasione sull'abate che di fronte a tanta grazia lasciava correre.

Un dipinto ottocentesco di Joseph Caraud
Per compiacere la madre la delfina se ne stava pazientemente seduta, suo malgrado, col lavoro all'uncinetto in grembo, ascoltando Vermond: "Da qualche tempo leggo con l'abate i Mémoires de L'Estoile; è una cronaca dei regni di Carlo IX, Enrico III ed Enrico IV. Vi vengono narrati, giorno per giorno, tutti gli avvenimenti che accadevano in quei tempi, le buone e le cattive azioni, le leggi e i costumi. Vi ritrovo i nomi, le cariche e a volte l'origine stessa delle persone che stanno qui a corte, Leggo inoltre le Lettere di una madre alla figlia e della figlia alla madre; sono divertenti, ma anche pervase di ottimi principi e di buona morale. Il mio confessore mi ha dato inoltre il Libro di Tobia accompagnato da una parafrasi molto devota; come mi ha suggerito egli stesso, quasi ogni giorno ne leggo un versetto o due, il che generalmente vuol dire due pagine". 
In una lettera successiva Maria Antonietta scriveva: "Ho iniziato gli Anecdotes de la cour de Philippe-Auguste di Mlle de Lusan".
Per conto suo, ma sempre sotto la direzione del buon abate, Maria Antonietta si dedicò alla lettura della Storia d'Europa di Hume. E a proposito di quest'opera, la Delfina scriveva a sua madre:
  "Sembra piena d'interesse, ma bisogna ricordare che è stata scritta da un protestante".

Divenuta più matura, la Regina si appassionò come molte signore della sua epoca, alla lettura dei romanzi che in quel periodo, precedente l'epoca romantica, iniziavano a farsi strada nei salotti; l'Amelia di Fielding e l'Evelina di Fanny Burney facevano bella mostra nella biblioteca della sovrana. Molto apprezzato era il romanzo Paolo e Virginia di Bernardin de Saint-Pierre, che la regina utilizzò anche come cifrario alle Tuileries per la sua corrispondenza segreta con Fersen e Mercy. 

Maria Antonietta in abito di velluto blu con un libro - Mme Vigée Le Brun, 1786
I libri della Regina erano solitamente rilegati in Marocchino rosso, oppure occasionalmente in camoscio verde, mentre sulla copertina erano impresse in oro le armi della sovrana, l'emblema della Francia e degli Asburgo. I libri al Petit Trianon erano rilegati in pelle di vitello e contrassegnati con la sigla "CT" di Château de Trianon.

Alcuni volumi provenienti dalla biblioteca della sovrana, recanti le armi di Maria Antonietta
La sovrana grazie al lavoro del suo bibliotecario Campan possedeva più di 5000 volumi sparsi per le sue residenze, anche se, secondo concordi testimonianze, la regina nel corso della sua esistenza, si limitò a leggiucchiare svogliatamente qua e là solo qualche libro.

La biblioteca del Petit Trianon situata negli attici - foto di Cristophe Fouine
Particolare della biblioteca del Petit Trianon
Augusto de Angelis scrive a tal proposito:

"Maria Antonietta legge poco ed ha sempre letto poco. E le sue letture sono piuttosto di genere leggero.Quando si giungerà alla tremenda resa dei conti, le faranno carico e colpa anche dei libri che troveranno nella "biblioteca" di Versailles. Quali erano, dunque, mai questi libri? Libri del suo tempo, senza dubbio, e leggeri per soprammercato; ma, e in questo particolare vi è tutta Maria Antonietta, non li aveva scelti lei, li aveva scelti e raccolti il signor Campan a cui la Regina aveva dato l'incarico. Tutti con le armi della Regina - suggello di prova! - su rilegature preziose. E il signor Campan, segretario di Gabinetto, aveva fatto le cose da uomo galante, non pensando certo che in quel modo anche lui avrebbe contribuito a far insozzare il nome di Maria Antonietta.
Per quanto la provvida e sempre preveggente Maria Teresa le avesse scritto, in data 20 Aprile 1770, in quelle sue "Norme da leggersi ogni mese" le parole che seguono, Maria Antonietta o non leggeva o leggeva libri leggeri,secondo il gusto del tempo. Lo si è detto : Maria Antonietta apparteneva al suo tempo ed il suo tempo le apparteneva.
"Non leggere alcun libro, anche indifferente - si era inutilmente affannata a prescriverle sua madre - senza averne prima chiesta l'autorizzazione al vostro confessore".
Eh!no, Maria Antonietta non seguì evidentemente un tal consiglio. Un curioso libro, pubblicato nel 1862, contiene il catalogo dei libri della biblioteca di Maria Antonietta e quando comparve provocò un vero scandalo e diede luogo persino ad un ridicolo processo.
Questo catalogo - ed anche le Memorie di Madama Campan - ci dicono che la biblioteca Reale di Versailles conteneva principalmente romanzi leggeri e poesia erotiche. Così, vi si trovava - come del resto si trovavano dovunque in quell'epoca: - une Année de la vie du chevalier de Faublas; Six semaines de la vie du chevalier de Faublas; Mémories Turcs di Godard d'Ancourt; L'Ophelin Normand ou les petites causes et les grands evénements; Le Congrés de Cithére dell'Algarotti, tradotto da Duport du Tetre, ecc.
Ebbene? Tutto questo ha un'importanza molto relativa.
In quel secolo, come nel nostro, si poteva trovare nella biblioteca di una signora - di una Regina - libri pornografici, o soltanto erotici, senza che, per questo soltanto, quella signora - o quella Regina - dovesse praticar pornografia ed erotismo. Allora, come oggi, come sempre, era la moda che imperava. E, se Maria Antonietta non leggeva Rousseau - o Voltaire, o Diderot, o i libri di Platone e le Vite di Plutarco - come faceva la sua contemporanea Caterina II di Russia, il fatto dimostra soltanto che il cervello della Regina di Francia non era quello della grande Imperatrice e non che i costumi di quella fossero più puri di quelli di Maria Antonietta, tanto è vero che Caterina ebbe dieci favoriti ufficialmente riconosciuti e un numero incalcolato di altri amanti contemporanei, mentre Maria Antonietta ebbe, forse, un solo amante e in ogni caso non per colpa interamente sua."

La biblioteca di Maria Antonietta a Versailles, nel Petit apartement de la Reine

La biblioteca supplemento di Maria Antonietta annessa alla biblioteca del Petit apartement de la reine a Versailles

Solo durante la prigionia la sventurata regina richiederà volentieri dei libri, ricordandosi solo allora dei consigli materni e di quanto una buona lettura potesse giovare. Volendo svagare la mente e sentirsi per un attimo lontano dalla desolazione in cui era piombata la regina richiese libri particolari che parlassero di viaggi: "I viaggi del capitano Cook", "Il viaggio del giovine Anacarsi", "Un viaggio a Venezia" (in cui venivano citati i nomi di persone che aveva conosciuto da bambina a Vienna), "La storia dei naufragi famosi". Libri d'amore, come scrive Zweig, con grande finezza psicologica, non ne volle. 

Maria Antonietta in gramaglie - ritratto postumo di Anne-Flore Millet, marchesa di Bréhan (1794).
La regina tiene in mano un libro dedicato alla storia di Maria regina di Scozia che fu sua antenata per parte di padre.

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