martedì 4 giugno 2019

I guanti

Particolare di un ritratto di Maria Carolina eseguito da Mengs
Può sembrare strano ma sono pochissimi i ritratti in cui la regina indossa un paio di guanti. La ragione, specie per quanto riguarda i ritratti ufficiali eseguiti da Madame Le Brun, può risiedere nel fatto che Maria Antonietta era molto orgogliosa delle sue mani che metteva in risalto indossando gli amati braccialetti; per questo motivo le bellissime mani della regina venivano quasi sempre ritratte nude in tutto lo splendore della loro perlacea bianchezza.

Eppure il guanto era un accessorio cui la regina non poteva certo rinunciare essendo da secoli, fin dai tempi di Caterina de' Medici, considerato indispensabile nel guardaroba di uomini e donne.

domenica 30 dicembre 2018

Festività a Versailles

Particolare di un dipinto di Jean François de Troy
Il Natale a Versailles era una ricorrenza prettamente religiosa. Il re e la sua famiglia passavano le feste nella Cappella Reale, tra il mattutino, il vespro, le tre messe della notte di Natale e la grande messa del 25 dicembre. 
L'usanza voleva che la Vigilia di Natale (come accadeva a Pasqua, durante la Pentecoste e per il giorno di Ognissanti) il re toccasse gli scrofolosi. Era credenza infatti che il sovrano essendo un unto del signore avesse il potere di guarire gli scrofolosi, in particolar modo durante le cerimonie sacre.
Durante l'Avvento era vietato giocare e andare a teatro ma con Luigi XV e Luigi XVI questo regime strettamente spirituale fu un po' alleggerito e i cortigiani furono tenuti ad osservare questo contegno solo durante la vigilia di Natale. Si poteva però eseguire musica legata al periodo natalizio, i tradizionali Noels che venivano cantati e suonati in privato dalla famiglia reale.

A mezzanotte il re o il delfino gettavano un ceppo di legno nel camino in segno beneaugurante (in Francia si predilige il legno di alberi da frutto); un'usanza ancora oggi osservata anche qui in Italia in alcune regioni e la cui origine è antichissima. 

sabato 29 dicembre 2018

Una bambola per Madame Royale

Una bambina con la sua bambola (1780 circa)
John Downman - Metropolitan Museum of Art, New York
"La bambola" - scrive Victor Hugo nei "Miserabili", "è uno dei più imperiosi bisogni e nello stesso tempo uno dei più incantevoli istinti dell'infanzia femminile. Curare, vestire, pettinare, abbigliare, svestire e rivestire, insegnare, sgridare un po', cullare, vezzeggiare, addormentare, immaginarsi che qualche cosa sia qualcuno; tutto l'avvenire della donna è là. Mentre sogna e bisbiglia, mentre fa i corredini e le fasce minuscole, mentre cuce i vestitini, i corpetti e i piccoli giubbetti, la bimba diventa fanciulla, la fanciulla giovanetta e la giovanetta diventa donna. Il primo figlio continua l'ultima bambola." Queste riflessioni che la penna mirabile di un grande scrittore ha trasformato in poesia, sono senza tempo. Lo dimostra bene il comportamento di Jean-Baptiste Clery Hanet, valet de Chambre di Madame Royale. Clery che seguì la famiglia reale al Tempio in qualità di cameriere del re, ci ha lasciato interessanti memorie. Egli riporta un episodio, avvenuto nel 1785 (quando Madame Royale non aveva ancora sette anni) e che getta una luce diversa sul rapporto tra la regina e la sua primogenita. In diverse memorie si legge infatti di come la regina fosse molto severa con la bambina che dimostrava di avere un carattere difficile. Allo stesso tempo Madame Royale aveva spesso nei riguardi della madre un atteggiamento irriverente e insolente. Dall'episodio si evince invece che la regina come tutte le mamme non sapesse dire sempre di no a sua figlia. Clery scrive:

venerdì 9 novembre 2018

Plaisir d'amour

Tra le canzoni preferite da Maria Antonietta spicca senza dubbio Plaisir d'amour, una splendida romanza d'amore del 1785, dolce e melanconica che trovò nel testo di Jean Paul de Florian un'appropriata risposta poetica:

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment.
chagrin d'amour dure toute la vie.

J'ai tout quitté pour l'ingrate Sylvie.
Elle me quitte et prend un autre amant.

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment.
chagrin d'amour dure toute la vie.

Tant que cette eau coulera doucement
vers ce ruisseau qui borde la prairie,
Je t'aimerai, me répétait Sylvie.
L'eau coule encore. Elle a changé pourtant.
Plaisir d'amour ne dure qu'un moment.
chagrin d'amour dure toute la vie.



Si racconta che la regina cantasse questa canzone quando era prigioniera accompagnandosi alla spinetta. 
L'autore di questo celebre pezzo si chiamava Johann Paul Aegidius Martini, ma di italiano aveva solo il cognome essendo nato a Freystadt, in Germania, nel 1741. Visse spostandosi dalla Baviera alla Francia dove morì nel 1816. Non era nemmeno imparentato con il ben più noto padre Martini, compositore e teorico bolognese; anzi per differenziarlo da quest'ultimo, con il quale veniva spesso confuso, venne soprannominato "Martini il tedesco". Dopo gli esordi come organista nella chiesa francescana di Friburgo, la vera svolta nella carriera artistica di Martini avvenne con il trasferimento in Francia dove divenne uno dei più acclamati musicisti ed esecutori del momento, tanto che le sue prestazioni erano contese dalle maggiori corti di Francia, dal ducato di Lorena al principato di Condé, a quello d'Artois. La consacrazione avvenne con la nomina a sovrintendente musicale presso la corte reale. La Rivoluzione non intaccò minimamente la carriera di Martini che ebbe un'esistenza movimentata e costellata di riconoscimenti. E' indubbio che la sua più grande fortuna fu però dovuta a Plaisir d'amour, il cui successo perdura ancora oggi. Innumerevoli sono le registrazioni effettuate dalla più grandi voci dei nostri tempi; dai soprani Elisabeth Schwarzkopf e Victoria de Los Angeles al tenore José Carreras, fino all'incisione in chiave pop di Franco Battiato. Fu il prodigioso arrangiamento di Ector Berlioz ad accrescere ancora di più la fama della romanza nei suoi oltre duecento anni di vita. Nel 1949 Montgomery Clift seduce nel film "L'Ereditiera" Olivia de Havilland cantandole, accompagnandosi al piano, "The joys of love" la versione inglese di Plaisir d'amour. Famosissima la versione del 1961 di Elvis Presley "Can't help falling in love".

Joely Richardson nei panni di Maria Antonietta, canta Plaisir d'amour nel film "L'Affare della Collana" del 2001.



giovedì 1 novembre 2018

Gaspard Duché de Vancy,

Ritratto di signora di Gaspard Duché de Vancy (1782)
Nel luglio del 1775 un giovane, chiamato Gaspard Duché de Vancy, figlio dell'omonimo poeta, e allievo di Joseph- Marie Vien, si recò alla cerimonia del Grand Couvert dove fu notato dalla Regina con una matita in mano. 

Sua Maestà scandalizzata gli fece riferire che non era consentito disegnare in una tale occasione. Senza alcun turbamento, il giovane artista rispose che stava solo eseguendo il suo ritratto e che gli era permesso catturare le grazie ovunque le avesse trovate. 

La risposta addolcì la sovrana a tal punto che Duché fu invitato a tornare il giorno dopo perché le mostrasse il ritratto ultimato. 

Alla Regina il disegno piacque e assicurò al giovane la sua protezione. Vancy, anni dopo, fu assunto come illustratore ufficiale della spedizione di La Perouse il cui equipaggio scomparve misteriosamente nel 1788

Il ritratto della regina fu acquistato nel 1920 da un collezionista privato e sono in pochi ad aver avuto la possibilità di vederlo. 

Antichambre du Grand Couvert

giovedì 25 ottobre 2018

"Royal Jewels from the Bourbon-Parma Family" - All'asta i gioielli di Maria Antonietta

Maria Antonietta nel particolare del ritratto di Madame
Vigée Le Brun (1788)
Il prossimo 14 novembre a Ginevra, Sotheby's metterà all'asta una tra le più importanti collezioni di gioielli reali mai apparse sul mercato. La collezione, appartenuta alla dinastia dei Borbone-Parma, annovera tra i suoi pezzi alcune perle e alcuni gioielli di Maria Antonietta che dopo più di 200 anni faranno la loro prima comparsa in pubblico. Tra i gioielli spiccano in particolare:
  1. due orecchini di perle naturali stimati intorno ai 30.000 e i 50.000 $;
  2. una collana di perle naturali e diamanti stimata intorno ai 200.000 e i 300.000 $;
  3. un pendente in perla e diamanti stimato 1/2 milioni di $;
  4. una collana di perle a sei fili la cui fibbia apparteneva a Maria Antonietta che la indossava su un paio di braccialetti di perle a sei fili;
  5. una collana di perle naturali appartenuta alla regina;
  6. un anello di diamanti con il ritratto di Maria Antonietta appartenuto a sua figlia (secondo la duchessa d'Angouleme il ritratto era molto somigliante alla madre);
  7. una spilla appartenuta alla regina il cui  diamante giallo, si ritiene, sia stato aggiunto in epoca successiva);
  8. una spilla i cui diamanti appartenevano a Maria Antonietta;
  9. tre anelli di cui uno con il monogramma di Maria Antonietta contenente i suoi capelli, un altro con il monogramma del suocero della regina, il delfino Luigi Ferdinando e l'ultimo con il monogramma di Maria Teresa di Savoia moglie di Carlo II duca di Parma;
  10. un paio di orecchini di perle e diamanti appartenuti alla regina; 
  11. un orologio da tasca appartenuto a Maria Antonietta in smalto blu e perle;
  12.  spilla di diamanti appartenuta all'imperatrice Maria Teresa d'Austria;
  13.  l'ordine del Vello d'Oro e l'ordine dello Spirito Santo appartenuti al duca d'Angouleme genero di Maria Antonietta.
I gioielli di questa incredibile asta hanno subito, nel tempo, diverse modifiche. Tuttavia la loro storia è legata indissolubilmente agli eventi storici che travolsero la famiglia reale.
Le perle e i diamanti, in particolare, furono inviati dalla regina alla sorella Maria Cristina a Bruxelles per mezzo del suo parrucchiere Léonard, prima della fuga di Varennes; da Bruxelles i gioielli furono inviati a Vienna. Anni dopo l'imperatore Francesco restituì parte dei gioielli (tra cui le perle) alla cugina Madame Royale.

Nel testamento Madame Royale, divenuta Duchessa d'Angouleme, lasciò i suoi gioielli (tra cui le perle appartenute alla madre) alla nipote acquisita Maria Teresa di Modena che aveva sposato il conte di Chambord (nipote allevato come un figlio dalla duchessa). La contessa di Chambord, vedova e senza figli, lasciò i gioielli ricevuti in eredità dalla duchessa d'Angouleme, alla nipote Margherita di Borbone-Parma.

Invito all'ascolto