domenica 20 settembre 2015

Versailles in autochrome

Nei primi anni del Novecento furono scattate alcune foto di Versailles in autochrome, realizzate da celebri fotografi dell'epoca tra cui spiccano i nomi di Jules Gervais-Courtellemont, Lucien Roy e Henri Chouanard.

L'autochrome era un procedimento di fotografia a colori basato sulla sintesi additiva, brevettato nel 1903 dai fratelli Lumière. Introdotto ufficialmente nel 1907, l'autochrome rivoluzionò il campo della fotografia a colori e diventò ben presto popolare, nonostante il costo e la complicazione. A questa tecnica si devono, in particolare, numerose fotografie a colori della Prima Guerra Mondiale.

Le foto di Versailles in autochrome e in particolare delle comparse in costume nei giardini del Petit Trianon, hanno un aspetto onirico e fiabesco, quasi sospeso nel tempo, tanto da farci sentire proiettati in una Versailles di altri tempi.

Qui in basso alcune di queste foto meravigliose:


I Figurini di Charles Germain de Saint-Aubin

Negli anni '80 del Settecento, Charles Germain de Saint-Aubin, specializzato in disegno, realizzò diversi figurini illustranti gli abiti di corte in uso a Versailles. Questi disegni, oggi al Museo delle Arti Decorative di Parigi, sono utilissimi per farsi un'idea della moda imperante a Versailles, ben diversa dalla moda di tutti i giorni. A Versailles infatti, prima che i sovrani fossero condotti a Parigi nel 1789, l'etichetta prevedeva l'utilizzo dell'abito di corte (robe de cour) provvisto di panier. L'utilizzo della robe de cour e quindi dei grandi panier, fu via via abbandonato alle Tuileries.

Qui in basso i figurini di Saint-Aubin:



































giovedì 17 settembre 2015

L'Hôtel de la Marine


L'Hôtel de la Marine, ex Garde-Meuble Royal, fu costruito tra il 1757 e il 1774 secondo i piani di Jacques-Ange Gabriel, primo architetto di Luigi XV. La sua costruzione fu parte di una vasta operazione di sviluppo urbano dello spazio ancora libero tra i giardini delle Tuileries e gli Champs Elysees, oggi Place de la Concorde, al centro del quale doveva essere collocata la statua equestre di Luigi XV.

L'edificio fu prima pensato come Garde-Meuble; ospitava mobili, tappeti, arazzi, lampade e preziosi ornamenti di residenze reali in attesa di restauro. Era insomma una sorta di museo, considerando che fino al 1792 il pubblico vi poteva ammirare i gioielli della corona, prima che venissero rubati. 

L'installazione del ministro della marina in questa sede avvenne nel 1789 e fu del tutto fortuita. I ministri che seguirono Luigi XVI durante il suo trasferimento forzato a Parigi, vi si installarono, infatti, solo perché trovarono il luogo adatto all'esigenza del momento.

I macarons

Associare Maria Antonietta ai macarons è ormai automatico. Ciò è dovuto al grande successo del film di Sofia Coppola che, in collaborazione con la Ladurée, creò l'immagine di una regina circondata da dolci e pasticcini colorati. Ma quanto c'è di vero in tutto questo? 

Che Maria Antonietta amasse i dolci è sicuro, lo si evince dalla testimonianza di un inglese, Hester Thrale, presente al pranzo dei sovrani: ".... la regina mangia vivamente solo dolci che il re puntualmente finisce di divorare mettendo le mani nel suo piatto...".
André Castelot nella sua biografia scrive che Maria Antonietta in Austria "dopo le ore di gioco, divorava con i fratelli e le sorelle piramidi di pasticcini viennesi sgocciolanti di crema sbattuta". 

Insomma una golosa di dolci anche se le sue abitudini alimentari erano molto semplici. Ma per quanto riguarda i macarons non c'è nulla di certo a riguardo. Non sappiamo nemmeno se Maria Antonietta li abbia mai assaggiati anche se è molto probabile di si.

martedì 15 settembre 2015

Il panier

Maria Antonietta con un vistoso panier
in un ritratto conservato alla Hofburg di
Innsbruck, opera di Joseph Hautzinger
In alcuni celebri ritratti, Maria Antonietta indossa vistosi paniers, una struttura che veniva indossata sotto l'abito e che amplificava, in forma via via più ellittica, il volume della gonna.
Il termine di origine francese indicava i cesti di vimini che venivano appesi su entrambi i lati di un animale da soma.

Prima dell'avvento del panier c'era il guardinfante, con il quale il panier viene spesso confuso.
Il guardinfante (farthingales, verdugado) di origine spagnola, risale al XV secolo. Si trattava di una struttura composta da cerchi di vimini. Sembra che fu Giovanna d'Aviz, regina di Castilla e d'Aragona, la prima ad indossarlo per nascondere due gravidanze illegittime, da qui il termine "guardinfante".

Il guardinfante francese noto come 'Wheel Farthingales' nacque negli ambienti di corte francesi e venne introdotto nei primi anni del XV secolo in Inghilterra. Il materiale più comune per irrigidire i guardinfanti erano delle corde leggere, elastiche e flessibili fatte di vimini. Solo più tardi si cominciarono ad utilizzare i cerchi di osso di balena. Venivano nascosti sotto le sottogonne o gli abiti, tranne alcuni casi in cui venivano realizzati con tessuti pregiati e quindi destinati ad essere visti.

lunedì 14 settembre 2015

Leopoldo II

Pietro Leopoldo a 6 anni
L'arciduca Pietro Leopoldo, nato a Vienna il 5 maggio 1747,  futuro Granduca di Toscana e in seguito Imperatore con il nome di Leopoldo II, era uno dei fratelli maggiori di Maria Antonietta. 

Da adolescente Leopoldo non sembrava promettere niente di buono. Alla vita di corte partecipava svogliatamente, mal sopportava l’etichetta, non si divertiva alle feste, odiava l’esercito e le uniformi; trascurato nell’abbigliamento, usava un linguaggio per nulla appropriato al suo rango; soffriva di malinconia e si sentiva a suo agio solo con la servitù.

“Leopoldo ha avuto dalla natura un cuore buono, generoso e sensibile. Ma è indolente e pigro, con una forte tendenza a formarsi idee preconcette, cui rinuncia con difficoltà perché ha troppo alta opinione di se stesso e non ama chiedere consigli, né seguire quelli che gli vengono dati. Cerca di raggiungere i suoi fini con l’astuzia e per vie traverse. Vorrei che nell’aspetto e nel contegno diventasse più libero, franco e sicuro, meno rozzo nell’accento e nella voce, più avvincente nel modo di comportasi e di esprimersi. Ha una grande preferenza per la piccola gente e predilezione per le cose piatte e insipide. Vorrebbe essere cortese, ma difficilmente ci riesce.”