sabato 3 ottobre 2015

Il labirinto di Versailles

Il piano del labirinto - Jacques Bailly (1729-1679)
Il labirinto di Versailles, oggi scomparso, fu voluto dal Re Sole per l'educazione del proprio figliolo. 

Attraverso fontane e animali di metallo costruiti all'interno del labirinto, il Gran Delfino imparava a riconoscere le fiabe di Esopo e allo stesso tempo univa l'utile al dilettevole; il luogo divenne tappa obbligata per ogni governante di Versailles. 

Curiosamente alla costruzione del labirinto aveva collaborato anche Charles Perrault, autore di tante celebri fiabe, che ebbe l'idea di posizionare, all'interno del labirinto, 39 fontane rappresentanti ciascuna una fiaba di Esopo e 333  sculture di animali in metallo dai quali getti d'acqua fuoriuscivano dalle bocche, dando l'impressione che gli animali parlassero. 

Ogni fontana era accompagnata da un riassunto in versi del poeta Benserade, della favola rappresentata. 

Il labirinto, in cui era facile perdersi per via dell'altezza delle siepi, divenne molto popolare e frequentato non solo dai bambini ma anche dagli adulti, tanto che il compositore Marin Marais vi dedicò un'opera che si conclude con una ciaccona, dopo un tortuoso e misterioso "labirinto" di note.



Fu Luigi XVI a volere la distruzione del labirinto, si dice perché il luogo era diventato meta di ladri e prostitute ma in realtà perché i costi di manutenzione erano troppo alti e Luigi XVI era un sovrano sparagnino. 

Così, già nel 1775, fu smantellato l'intero boschetto del labirinto e vi fu costruito un giardino all'inglese, assolutamente in contrasto con lo stile dei giardini di Versailles, tutti rigorosamente firmati Le Notre e in stile "francese".
Il luogo fu ribattezzato boschetto di Venere, per via della statua di Venere posta al suo interno.

L'incontro tra il cardinale di Rohan e la sosia della regina, Mademoiselle d'Oliva, avvenne proprio nel boschetto di Venere (chiamato anche "boschetto della Regina" perché il boschetto di trova prospicente la stanza da letto della Regina).
Ultimamente è in cantiere il progetto di ripristinare il labirinto con tutte le sue fontane e tutti i suoi animali in metallo, alcuni dei quali (originali dell'epoca) sono conservati nei depositi di Versailles. 

Il boschetto di Venere dove un tempo sorgeva il Labirinto. Nel 2009, dopo il tremendo uragano, molti alberi del boschetto sono andati distrutti e il luogo appare decisamente spoglio.
Il boschetto di Venere, così chiamato per via della statua della Dea posta al centro di esso.
In questa foto è visibile la statua che è anche il punto in cui avvenne l'incontro tra il cardinale de Rohan e Mademoiselle d'Oliva, la sosia di Maria Antonietta.
Una piantina che aiuta a capire meglio la posizione del boschetto di Venere rispetto al castello.
Il boschetto è posizionato al numero 12.


Qui in basso il labirinto di Versailles con alcune delle sue fontane e dei suoi animali metallici, in alcuni dipinti di Jacques Bailly (1629-1679):


Le statue di Amore ed Esopo
poste all'ingresso del labirinto
ancora oggi conservate nei depositi
di Versailles.




































































































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