venerdì 26 dicembre 2014

Il passo scivolato di Versailles

Jean-Georges Noverre, maestro di danza
e portamento dell'arciduchessa Maria Antonietta
Al fine di far assimilare alla piccola Antonia l'atmosfera rarefatta e sofisticata di Versailles, Maria Teresa chiamò a sé il coreografo Noverre, già coreografo presso la corte del duca di Württemberg a Stoccarda.
Noverre si dedicò ad un vero e proprio restyling avendo cura di insegnare alla giovanissima Maria Antonietta il 'passo scivolato di Versailles': un passo che dava l'illusione di non toccare il pavimento, complici anche gli abiti a guardinfante. Per dare un'idea di come dovesse essere questo passo, alcuni coreografi portano ad esempio gli Angeli del secondo Atto dello Schiaccianoci di Tchaikovsky.
Il movimento era totalmente eseguito dal ginocchio in giù, in punta di piedi avendo cura di non toccare il pavimento con il tacco; busto rigido proteso in avanti tenendo le cosce e i ginocchi morbidi, camminando a piccoli rapidi passi sempre in punta di piedi.


Qui la danza degli Angeli dal secondo atto dello Schiaccianoci:


La regina in un bozzetto di Louis-René Boquet

mercoledì 24 dicembre 2014

Alberi e presepi reali

La regina Maria Leszczynska
A Versailles il primo albero di Natale fu installato per volere della regina Maria Leszczynska nel 1738. Maria aveva probabilmente assimilato la tradizione in Alsazia, regione nella quale aveva vissuto a lungo con il padre. Per molto tempo infatti, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno, mentre era meno diffusa nelle regioni germaniche più a sud, dove i cattolici lo consideravano un'usanza protestante (il primo albero di Natale fu voluto da Martin Lutero). Per illuminarlo venivano utilizzati gusci di noce riempiti di olio nel quale venivano posti degli stoppini accesi. L'albero a Versailles non ebbe un particolare successo; si dovette aspettare il 1840, quando la principessa Helene di Mecklenburg, duchessa di Orleans, lanciò l'usanza a Parigi, presto assimilata dall'imperatrice Eugenia.

Alla corte di Maria Teresa c'erano altre tradizioni legate al Natale: il giorno di San Nicolò (6 ottobre) l'imperatrice lo trascorreva in famiglia. I bambini ricevevano in dono giocattoli e dolci, e anche una frusta fatta con rametti di betulla che, secondo la tradizione nordica, san Nicolò porta ai bambini per rimproverare loro le mancanze commesse durante l'anno. Anche gli adulti ricevevano regali: le dame, in un'occasione, ebbero 5850 fiorini ciascuna. Non si facevano invece regali in occasione del Natale (contrariamente a quanto si possa pensare infatti, le strenne non erano i regali di Natale ma di Capodanno). Nelle corti questa ricorrenza non si festeggiava in famiglia ma in chiesa. Maria Teresa si preparava a questi momenti con gli esercizi spirituali, partecipando con la famiglia ai riti religiosi di Natale nel duomo di Santo Stefano.


Il Baumkuchen

Il Baumkuchen è un dolce natalizio tipico tedesco (e di tutto il nord Europa), all’apparenza una ciambelletta piuttosto alta, glassata di cioccolato (fondente o al latte). Al suo interno una stratificazione di pasta ricca di uova, zucchero e marzapane. Tagliato per lungo appariranno fette delicatamente venate, come il legno di ciliegio; tagliato in orizzontale si avranno delle fette tonde, con tanti anelli concentrici, proprio come gli alberi. Di qui, con teutonica consequenzialità, il nome: “Baumkuchen”, “Albero-torta”.
La variante austriaca del Baumkuchen, il Prügelkrapfen, era un dolce tipico delle festività natalizie alla corte di Maria Teresa, un dolce che sicuramente Maria Antonietta gustò nell'infanzia.

Qui in basso un'illustrazione tratta da un libro di cucina del 1719 di Conrad Hagger, Neues Saltzburgisches Koch-Buch, rappresentante il Prügelkrapfen servito alla corte di Carlo VI, nonno di Maria Antonietta.





sabato 6 dicembre 2014

Il giorno di San Nicolò

Un delizioso gouache (guazzo, tipo d'acquarello) realizzato dall'arciduchessa Maria Cristina (in famiglia chiamata Mimi) che rappresenta il giorno di San Nicolò (6 dicembre) dell'anno 1762. In alcuni paesi nordici ancora oggi è usanza che i bambini ricevano doni per quel giorno. 


L'acquarello mostra la famiglia imperiale raccolta intorno alla tavola della prima colazione; l'imperatrice versa il caffè a suo marito seduto in vestaglia e pantofole con il berretto da notte. Maria Antonietta tiene in braccio la bambola ricevuta in dono, Massimiliano gioca in terra mangiando biscotti di zenzero. La ragazza, Maria Cristina in un autoritratto, chiede al fratellino Ferdinando di scegliere tra i biscotti e la punizione dei rametti di betulla all'interno della scarpa. Il foglio tenuto in mano dall'imperatore è infatti la lista delle marachelle compiute dal piccolo arciduca durante l'anno.