martedì 3 novembre 2015

L'infanzia di un'arciduchessa

Maria Antonietta in fasce, miniatura conservata alla
Hofburg di Vienna - Gabinetto delle Miniature
Pochi giorni prima che Maria Antonietta nascesse, il conte Tarauka aveva scommesso con Maria Teresa che sarebbe nato un maschio, mentre l'imperatrice era convinta che sarebbe nata una femmina. Dopo la nascita dell'arciduchessa, il conte donò a Maria Teresa una figurina in porcellana che, con un ginocchio a terra, tendeva una tavoletta dove Metastasio, poeta di corte e futuro insegnante di italiano di Maria Antonietta, aveva scritto questi versi:

"Io perdei: l'augusta figlia
A pagar m'ha condannato;
Ma, se è ver che a Voi somiglia,
Tutto il mondo ha guadagnato."

Il conte Khevenhuller, ciambellano di corte, annotò: "Sua maestà ha dato molto felicemente alla luce una piccola, ma perfettamente sana, arciduchessa".

Maria Antonietta, nata il giorno dei morti del 1755, fu battezzata il giorno dopo la nascita, nella chiesa degli Agostiniani; padrini di battesimo furono i sovrani del Portogallo sostituiti per procura dal fratello della neonata, Giuseppe di allora 14 anni, e dalla sorella Anna di 17 (la corte però ignorava il terribile terremoto di Lisbona avvenuto il giorno prima che la bambina nascesse). Maria Antonietta fu affidata ad una balia, Constance Weber, la moglie di un magistrato che aveva da poco avuto un bambino, Joseph, il quale, in seguito, avrebbe scritto delle interessanti memorie sull'infanzia della principessa. Da bambina Maria Antonietta rese spesso visita alla sua nutrice in compagnia di sua madre che in un'occasione fu molto prodiga di doni verso i piccoli Weber.  Joseph, il fratello di latte di Maria Antonietta, raccontò che gli arciduchi e le arciduchesse erano incoraggiati a fare amicizia con bambini comuni.

Maria Antonietta a tre anni, Hofburg di Vienna -
Gabinetto delle miniature
L'educazione dei bambini imperiali veniva affidata alle cure di un ajo, per i ragazzi, e di un aja, per le ragazze (così venivano chiamati l'istitutore e la governante, in base al protocollo di corte spagnolo in uso alla corte d'Austria).

La camera di Sua Altezza Reale la Serenissima Arciduchessa Maria Antonia era composta dall'aja, dalla prima cameriera, da due cameriere, dalla 'persona di camera', da un addetto al riscaldamento, da quattro lacchè, da una lavandaia, da una 'donna particolare' e da un servo (o famiglio). A partire dall'età di 5 anni ai bambini veniva assegnato un appartamento di cinque stanze; la scuola iniziava all'età di 7 anni e terminava all'età di 16. Maria Teresa esigeva dai figli preghiere e devozione, ubbidienza e disciplina, non era invece tollerata la cocciutaggine; l'imperatrice era rigorosa sull'igiene personale, in particolar modo per quella dei denti; e rigorosa per l'alimentazione la cui regolarizzazione era affidata al medico di corte Van Swieten.

Van Swieten, archiatra di corte, e guru di Maria Teresa, come il suo collega svizzero Tronchin, era il sostenitore di una salutare vita all'aria aperta: l'esercizio fisico, per esempio una passeggiata o una cavalcata, era una parte fondamentale del suo programma. Cercava anche di imporre ai suoi illustri pazienti un'alimentazione lontana dagli standard del tempo. La prole imperiale doveva nutrirsi di zuppa, uova, verdure e frutta, di pochissima selvaggina e stufati.

Alle bambine si esortava a seguire l'esempio materno, vestendosi in maniera sobria quando non si doveva comparire in pubblico. Maria Teresa, in famiglia, indossava abiti semplici e cuffie di merletto; quanto al suo abbigliamento formale di corte era economa e pratica; tre vestiti all'anno, un cappotto, e molti grembiuli da portare in privato, erano le regole che vigevano per le donne di casa Asburgo. Ciprie e belletti di qualità, ma in quantità ridottissime, e solo per le figlie fidanzate. Acconciature elaborate ma piuttosto antiquate 


Maria Antonietta accanto
alla sua governante
A due a due, non appena tolte dalle braccia della balia, le bambine venivano affidate ad un'istitutrice scelta tra le dame di corte.
Per Maria Antonietta l'Imperatrice scelse come governante la contessa Judith von Brandeiss, già governante dell'arciduchessa Maria Carolina, la sorella prediletta con la quale la piccola Antonia divise i suoi appartamenti. Il conte Khevenuller, maitre de cour, ebbe a dire sulla nomina della contessa von Brandeiss che fu fonte "di parecchi guai per questa bella e gentile dama". La contessa era una donna  buona e dolce che circondava la piccola Maria Antonietta di affetto, quell'affetto che Maria Teresa, causa gli impegni di governo, non le poteva dare. Grazie alle amorevoli cure della sua aja, Maria Antonietta, nel gennaio del 1758, si salvò dal vaiolo senza riportare grosse cicatrici. Coccolata e viziata, la piccola principessa considerava la sua governante una seconda madre.
Tuttavia la contessa non impartì a Maria Antonietta una buona istruzione. Quando l'imperatrice chiedeva di vedere i compiti della figlia, l'istitutrice trovava più semplice far copiare alla piccola una cosa scritta da lei a matita; la bambina non doveva fare altro che ripassarvi su a penna. Persino i disegni erano probabilmente in gran parte opera della Brandeiss.

Questa breve lettera è il primo scritto pervenutoci di Maria Antonietta, un augurio per l'anno nuovo quando aveva 12 anni, inviato alla sua governante, la contessa Brandeiss, firmato "la vostra fedele allieva, Antoine".
Nel 1768 la contessa venne per questi motivi allontanata e sostituita dalla contessa Lerchenfeld, originaria della Baviera, intelligente e severa, che aveva svolto le funzioni di gran maestra del guardaroba delle principesse più grandi. Era inevitabile che Maria Antonietta la detestasse e continuasse a rimpiangere la Brandeiss. La tardiva istruzione e l'antipatia verso la nuova istitutrice non migliorarono le cose. La Lerchenfeld morì il 6 febbraio 1770 e venne sostituita dalla contessa Trauttmansdorff che il giorno del matrimonio per procura di Maria Antonietta, fu colei che le sostenne il lungo strascico.

Maria Antonietta bambina - Hofburg di Vienna - Gabinetto delle miniature
Maria Antonietta con le sorelle maggiori Maria Carolina e Maria Josepha -
Johann Christoph von Reinsperger
Maria Antonietta con la sorella Maria Carolina
Un busto di Maria Antonietta all'età di otto anni - Autore (?)
Scrive Guillaume Peyrusse, Tesoriere della casa di Napoleone, da Schoenbrunn:
"Monsieur Denon, direttore dei Musei di Francia, è qui. La sua presenza costerà all'imperatore Francesco parecchi dei suoi quadri più belli e molti oggetti antichi. Non mi sorprenderebbe affatto se lo splendido busto di marmo di Giuseppe II partisse presto per Saint Cloud, e anche la scultura di Maria Antonietta all'età di otto anni, insieme al famoso parafuoco ricamato da Maria Teresa... So che l'imperatore ha messo gli occhi su numerose sculture di Canova, una raccolta completa di acquarelli, vedute di Vienna... e altri oggetti."
 Maria Teresa non dette mai troppo peso al fatto che le figlie ricevessero un'educazione non molto diversa da quella che lei stessa aveva ricevuto, e di cui tanto si era lamentata, più tardi, quando aveva dovuto raccogliere il peso del regno. Le lezioni delle bambine, impartite esclusivamente dai gesuiti che le stimavano assai poco in quanto femmine, consistevano più che altro in esercizi di memoria sulla storia degli Asburgo, e un po' di poesia austriaca. Erano invece molte le ore dedicate al canto, alla musica, all'acquarello.
Ogni mattina l'imperatrice riceveva il rapporto medico del dottor Van Swieten che le riferiva lo stato di salute dei suoi figli. L'imperatrice vedeva i suoi bambini ogni 8 o 10 giorni. Alla governante era permesso di punire e anche di frustare le giovani principesse.

Una insolita miniatura che rappresenta il regime disciplinare di Maria Teresa (1750 circa, autore ignoto) - Museo Nazionale di Varsavia

I figli cadetti di Maria Teresa e di Francesco Stefano. Da sinistra verso destra: Maria Carolina, Massimiliano, Ferdinando, Maria Giovanna Gabriella, Maria Antonietta, Maria Josepha - Dipinto di Franz Xaver Wagenschoen (1759) - Hofburg di Vienna, Appartamenti di Stato.
Particolare del dipinto - Maria Antonietta accanto alla sorella maggiore
Maria Josepha
Giornalieri erano i balli, le feste e le recite. Le piccole Asburgo salivano sul palco del teatro di corte per esibirsi davanti ad un pubblico di scelti invitati, ed era una gara a chi indossava le vesti più belle e inventava i trucchi più elaborati.
Le loro frequenti esibizioni erano la delizia dei genitori e l'Imperatrice stessa incoraggiava i suoi figli a preparare svaghi serali per il padre. 
Fu in una serata del genere, nel 1759, che il cinquenne Ferdinando scandì un'ouverture col rullare del suo timpano, seguito da Massimiliano che, ad appena tre anni, riuscì a recitare a memoria in italiano alcuni versi del poeta di corte Metastasio, con i quali offriva il suo affettuoso omaggio all'augusto papà. Quindi la piccola Antonia che non aveva ancora quattro anni, cantò una canzone francese. Le sue sorelle cantarono arie italiane e suonarono l'arpicordo, il fratello più grande, Carlo, si esibì al violino e Giuseppe al violoncello.
La piccola Maria Antonietta di cinque anni, recita per il compleanno della madre un componimento del Metastasio -
Illustrazione tratta da "Illustrazioni per la Storia d'Italia" di Lodovico Pogliaghi, pubblicate dalla Casa Treves (1886)
Maria Antonietta danza con i fratelli Ferdinando e Massimiliano nel balletto "Il Trionfo dell'Amore" in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio del fratello Giuseppe II con Maria Giuseppina di Baviera, 23/24 gennaio 1765.

A Vienna Maria Teresa organizzava spesso serate musicali; fu il futuro imperatore Giuseppe II, un virtuoso del violoncello, a insistere per ricevere il piccolo Wolfgang Amadeus Mozart e sua sorella Maria Anna, detta Nannerl. Wolfgang aveva suonato su una tastiera "cieca", ricoperta da un drappo, e compiuto ogni sorta di prodezze; Maria Teresa lo aveva fatto saltare sulle sue imperiali ginocchia, e aveva coperto i due bambini di baci. Era il 13 ottobre 1762; il 21 dello stesso mese i Mozart erano tornati a corte, e colmati di doni. L' abito lilla a passamanerie d' oro che il piccolo Mozart indossa in un famoso dipinto di Pietro Antonio Lorenzoni fu un dono di Maria Teresa. Il regalo, fra l'altro, rivela la sana parsimonia dell'imperatrice, dato che si trattava dell'abito smesso del figlio Massimiliano, coetaneo di Wolfgang; il vestito donato a Nannerl (anche lei immortalata dal Lorenzoni con indosso il dono dell'imperatrice) era invece un abito smesso della piccola Maria Antonietta, un vestito da ballo di seta rosa e preziosissimo pizzo, con un nastro assortito annodato al collo, che però dovette subire delle modifiche perché le due bambine avevano tre anni di differenza (Maria Antonietta 7 anni e Nannerl 10).

Il piccolo Mozart nel dipinto di Pietro Lorenzoni
Nannerl nel ritratto del Lorenzoni
















Il programma educativo di Maria Antonietta era così programmato secondo una dichiarazione scritta dall'imperatrice:


"ore 8 del mattino, sveglia e preghiera "elevazione a Dio" e alzarsi dal letto.

ore 9, preghiera del mattino, servizi igienici e prima colazione.

ore 9/9,30 la Kammerfrau (la donna di camera) faccia ripetere e imparare a memoria il catechismo

dalle ore 9,30 alle ore 10 permesso di giocare.

ore 11 fare mezz'ora di scrittura e di nuovo ricreazione

dalle 11 alle 11,30 confessione

mezzogiorno ora di pranzo e libertà

ore 14 di nuovo ricreazione

ore 16 lezione di francese

ore 17 divertimento con i giochi di carte, libri e insegnamento delle parole francesi tramite immagini oppure ballo.

ore 18 recitare il padrenostro per ricordare sempre la presenza di Dio.

ore 19,30 cena

20,30 pulizie serali e letto.

Quando il tempo lo permetterà organizzeremo le ore in modo che possa uscire in carrozza in inverno e passeggiare nel giardino in estate."

Maria Antonietta (dietro il banco) durante lezioni di geometria in compagnia della sorella Carolina (seduta) del fratello Massimiliano e della nipotina Maria Teresa (figlia del fratello Giuseppe II), di poco più piccola dei giovanissimi zii.
Dipinto di Martin van Meyten

Alle governanti delle sue bambine, Maria Teresa di volta in volta ricordava: "Le bambine sono nate per obbedire, e devono impararlo presto..".

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