martedì 12 settembre 2017

Maria Teresa. La sovrana riformatrice che salvò l'impero degli Asburgo

Maria Teresa d'Austria in un magnifico ritratto ottocentesco del
pittore Alois Hans Schram, 1894
Il 13 maggio 1717, nasceva Maria Teresa d'Austria. Quest'anno se ne celebra il tricentenario e ovviamente a Vienna non sono mancati mostre ed eventi per rendere omaggio a questa grande donna che fu madre di Maria Antonietta. 
Scrisse di lei Federico il Grande: "Ella introdusse nelle sue finanze un ordine e un'economia ignoti ai suoi predecessori, e sotto i suoi auspici l'esercito acquistò un tale grado di perfezione quale non era mai stato raggiunto sotto nessuno dei suoi predessori. Una donna attuò un disegno degno di un grande uomo." Parole bellissime e dense di ammirazione che diventano ancor più significative se si considera che provenivano da un misogino per antonomasia che con Maria Teresa fu sempre ai ferri corti.

Pare dunque impossibile che in Italia questa grande sovrana, cui soprattutto la Lombardia deve molto, sia stata così poco ricordata in questo anno che ne celebra il suo trecentesimo compleanno. Solo qualche evento locale ma pur sempre di nicchia, alcune vecchie biografie ristampate, nessun programma televisivo in prima serata che parlasse in maniera approfondita di lei. E' perciò degna di nota la recente uscita di una nuova biografia dell'imperatrice, data alle stampe nel maggio di quest'anno: "Maria Teresa. La sovrana riformatrice che salvò l'impero degli Asburgo".

Ce ne parla in maniera più approfondita l'autrice, Licia Campi Pezzi, già nota per altre due biografie “Sissi. La regina delle Dolomiti” e “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto”:



Perché una biografia su Maria Teresa?

Con il trecentesimo anniversario della nascita dell’imperatrice sono stati pubblicati vari libri su di lei, anche da case editrici importanti. Mi ha però stupito che fossero in massima parte riedizioni e non lavori originali, come se questa grande protagonista della storia non meritasse uno studio approfondito e qualche sforzo in più per mettere in luce nuovi aspetti della sua personalità.
Leggere e scrivere sono state le mie grandi passioni fin da ragazzina: anche oggi, la mia casa è piena zeppa di libri anche in posti insoliti,  dalla soffitta, al terrazzo, per finire nel bagagliaio della mia auto.
Oltre a scrivere, insegno presso il Liceo Russell di Cles, ma spesso mi rendo conto che l’occupazione che mi assorbe di più è quella di mamma: incredibilmente, i figli hanno sempre bisogno di qualcosa! Questo è un altro dei motivi per i quali ho deciso di scrivere un libro su Maria Teresa. Mi chiedevo come avesse fatto, avendo avuto ben 16 figli, a svolgere egregiamente un ruolo tanto impegnativo come quello di imperatrice. 

Cosa ti ha affascinato di lei?

In molte sue lettere, si capisce che si considerava comunque una madre di famiglia ed è curioso notare che spesso i documenti di Stato da lei esaminati, portano macchie di caffè. Era inoltre una persona molto umile, che si avvaleva di parecchi collaboratori, anche se alla fine si assumeva la responsabilità di decidere in prima persona. 
Un altro aspetto che mi ha sempre affascinato di lei è l’introduzione dell’istruzione obbligatoria. Essendo un’insegnante, ritengo questa riforma davvero fondamentale e in grado di cambiare il mondo. Inoltre, visto che vivo in provincia di Trento ho avuto modo di studiare quanto sia stato importante per i sudditi dell’Impero poter accedere  all’istruzione obbligatoria a partire dal 1774, mentre nel Regno di Savoia ( e poi d’Italia) la prima riforma di questo genere porta la data 1859. Maria Teresa prescrisse sei anni di scuole elementari sia per i maschi che per le femmine e i più feroci oppositori della sua riforma furono proprio i contadini che non riuscivano a capire perché anche per i loro figli, destinati al lavoro dei campi, la cultura fosse importante.
Maria Teresa, pur essendo l’unica donna ad aver regnato, tra gli Asburgo, rappresenta un modello cui si ispirarono anche molti imperatori successivi, come Francesco 'Giuseppe.

Francesco Stefano e Maria Teresa ai tempi del loro governo in Toscana

Una sovrana che amava definirsi soprattutto la "madre" dei suoi sudditi ma che non rinunciò per questo alla sua sfera privata. Che cosa ti ha colpito di questo aspetto?

Riguardo alla vita privata di Maria Teresa, mi ha colpito il rapporto con il marito Francesco Stefano, davvero difficile da decifrare, soprattutto per noi del XXI  secolo.  Pur ritenendolo ( a ragione) incapace di governare ed essendo a conoscenza delle sue avventure extraconiugali, la rigorosa Maria Teresa, lo considerò fino alla sua morte e oltre il suo “adorato signore”. Per lei, il tradimento era insito nella natura maschile e infatti una delle sue frasi più celebri è “Per abolire la prostituzione, bisognerebbe abolire gli uomini.”
Un altro punto molto importante, riguarda la nostra percezione di Maria Teresa, che ricaviamo dai ritratti. Pensiamo sempre a lei come una donna anziana, vestita di nero, dall’espressione severa. Nel mio lavoro ha voluto dedicare spazio alla giovane Maria Teresa, che era stata allegra, esuberante e amante del ballo e dei divertimenti. 

Una splendida e giovanissima Maria Teresa in un pastello di Rosalba Carriera

Maria Teresa fu la madre di Maria Antonietta. Potresti riassumerci il tipo di rapporto che c'era tra di loro?

Riguardo al rapporto di Maria Teresa con Maria Antonietta, ho attinto dalla loro corrispondenza e ciò che mi ha colpito di più è stato  l’ascendente che l’imperatrice sapeva esercitare sulla figlia, anche se dopo il suo matrimonio non si videro più. Maria Teresa era una madre affettuosa, ma per lei lo Stato veniva al primo posto e pretendeva che fosse così anche per i figli. Per Maria Antonietta, l’affetto più importante era stato il padre, che perse ad appena dieci anni e in lei si trovano molti aspetti del suo carattere, sicuramente meno rigido e più propenso a godersi la vita rispetto a Maria Teresa. 

Hai indubbiamente condotto delle ricerche per poter scrivere questa nuova biografia che personalmente non vedo l'ora di leggere. Che tipo di lavoro hai svolto?

Per i  miei libri, cerco sempre di consultare le fonti originali in tedesco e devo ammettere che questa volta, con i testi scritti in caratteri gotici, ho avuto parecchie difficoltà, ma alla fine ne è valsa la pena.

Grazie Licia per la tua disponibilità e per averci fatto conoscere in maniera più umana questa grande donna.

Grazie a voi!


L'autrice:
Licia Campi nasce nel 1971. Laureata in Scienze Politiche, abita a Campodenno, provincia di Trento. Sposata da diciotto anni con Alessandro è mamma di tre figli: Alessio, Alessandra e Fabio. Ha pubblicato il suo primo romanzo a puntate (giallo) a 17 anni sul quotidiano locale “L’Adige” e nel 1999 il romanzo storico “Un muro di ghiaccio” con l’editore Curcu & Genovese, con il quale ha pubblicato anche “Aurora von Trapp” e due romanzi gialli, prima di dedicarsi alla saggistica con “Sissi. La regina delle Dolomiti”, “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto” e appunto, “Maria Teresa” pubblicato nel maggio 2017. 
Con le Edizioni Paoline, nel 2009 ha pubblicato un altro saggio storico "Amare. Storie di madri coraggiose.” Un suo articolo su Cesare Battisti è stato incluso nel libro edito da Mondadori nel 2006 “Narrare la storia. Dal documento al racconto”. 

7 commenti:

  1. Grazie per l'intervista e complimenti per la scelta delle immagini. Davvero splendide!

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    1. Grazie a te Licia e auguri per il libro!

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  2. Complimenti all'autrice del libro;
    Complimenti a Laura per l'intervista e i bellissimi dipinti, per me inediti.
    Buona serata a tutti :-)

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    1. Grazie mille Angela, buona serata a te!

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  3. Bello ed interessante, complimenti. Desidererei solamente far notare che Trieste, città che deve molto alla Sovrana, la sta celebrando con mostre, convegni ed altre iniziative gia da maggio di quest'anno. Due "lectio magistralis" sono state tenute da Paolo Mieli e Philippe Daverio ed i ricordi continueranno fino a febbraio del 2018. Trieste ne è grata all'Imperatrice e la ricorda con molto trasporto. Grazie

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    1. Grazie per il contributo. Quello di Trieste è un omaggio importante e doveroso. Nell'anno del tricentenario mi sarei aspettata, però, un'eco più grande per questa sovrana cui l'Italia tutta (oserei dire), e non solo Trieste, deve molto.

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  4. Buongiorno gentile signora Laura,anch io sono insegnante(inglese e francese, guarda caso)...condivido con lei l amore per la Regina ma certo la scuola dell oobbligo o l istruzione al giorno d oggi appare più come lavaggio del cervello che un bene.Tutto il materiale proposto a scuola è perniciosa mnte filtrato da propaganda modernista, dai vincitori sull antico! bugie come
    quelle sulla regina superficiale o sui fantomatici viaggi sulla luna o su Israele tanto "buona" provengono direttamente da un cinquantennio proprio dai libri di scuola.. son tutti cattivi pesi difficili da liberarsene.non mi prolungo oltre ma lascio a De Maistre,Louis Dasté,Eliade,Evola,Alain Danielou la somma ultima parola, almeno finché l ufficialità d oggi ci lascia qualche sparuta loro scomoda pubblicazione!

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