domenica 6 dicembre 2015

Mozart e Maria Antonietta

Il 5 dicembre 1791 moriva Wolfgang Amadeus Mozart, tra i più grandi geni musicali di tutti i tempi. Questa stampa francese, qui a sinistra, del 1800, che mostra il funerale di un povero, apparteneva a Ludwig van Beethoven che la conservò come simbolico ricordo della sepoltura di Mozart in una fossa comune al cimitero di Saint Marx.

Molto si è detto sul fatto che nessuno della famiglia di Mozart, né amici e né conoscenti, fosse presente alle sue esequie; le testimonianze coeve giustificano questo fatto asserendo che al momento del funerale ci fosse maltempo. A dire il vero, secondo un cronista dell'epoca, il giorno della sepoltura, due giorni dopo la morte, il tempo sarebbe stato mite, anche se un po' nuvoloso. Si trattò di un funerale di terza classe, vale a dire il più economico; i Mozart avevano problemi finanziari e probabilmente fu lo stesso Wolfgang a lasciar detto di volere un funerale il meno pomposo possibile, in linea con le sue idee illuministe. 
Va comunque specificato che non era consuetudine accompagnare la salma fino al cimitero ma piuttosto si accompagnava il caro estinto fino alla porta della città. Anche nel film "Marie Antoinette" di Sofia Coppola, si nota questo particolare nella scena in cui i sovrani non accompagnano, se non con lo sguardo, la bara del Delfino Louis Joseph, che si allontana seguita da alcun corteo, su un carro funebre diretto a Saint-Denis.

Oggi però non parleremo dei lati oscuri che circondano la morte di Mozart e del suo strano funerale ma piuttosto dei suoi rapporti con la corte di Maria Teresa, dove conobbe Maria Antonietta che era sua coetanea.

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Serenata per il matrimonio di Giuseppe II e Isabella di Parma
Un enorme dipinto conservato a Schoenbrunn, raffigura un concerto in onore del matrimonio del principe ereditario Giuseppe con Isabella di Parma. Seduti tranquilli in prima fila ai due lati dei genitori, i discendenti imperiali ascoltano la serenata in tenuta di gala. Parecchi di loro sono ancora talmente piccoli che i piedi non arrivano a toccare il pavimento. Sotto lo sguardo della sua governante, Maria Antonietta (di cinque anni), ben curata e con i capelli incipriati, siede eretta ed elegante con il suo abitino color azzurro cielo.
Nel grande dipinto figura anche il piccolo Mozart accanto al padre Leopold. In realtà Mozart non assistette al concerto ma fu comunque inserito nel dipinto su richiesta di Maria Teresa che intendeva in questo modo omaggiare il piccolo artista.

La musica rivestiva un ruolo importante tra i passatempi dell'augusta famiglia. Il nonno di Maria Antonietta, Carlo VI, era stato un eccellente suonatore di clavicembalo e di violino. A Maria Teresa piaceva cantare, l'Imperatore Francesco Stefano gradiva molto la calda voce da contralto della moglie. La famiglia imperiale tendeva ad incoraggiare i musicisti e quando l'imperatrice sentì parlare di un certo Mozart, un bambino prodigio di Salisburgo, che doveva giungere a Vienna nel 1762, lo invitò alla Hofburg.

Particolare del dipinto di Martin van Meytens. La bimba a destra in abitino celeste, seduta accanto alla sua governante, è la piccola Maria Antonietta, di appena cinque anni.
Particolare del dipinto in cui è visibile il piccolo Mozart accanto al padre Leopold. In realtà il bambino non era presente al concerto ma fu inserito ugualmente nel dipinto, per volere dell'imperatrice, che voleva in questo modo rendere omaggio al piccolo genio

Circondati dai figli, Maria Teresa e Francesco Stefano, ascoltarono il piccolo Mozart e sua sorella per tre ore. Poi si trattennero a lungo a far domande sulla loro arte. I principini si dimostrarono molto affabili: "Fummo ricevuti con così tante dimostrazioni di benevolenza dalle Loro Maestà che, se scendessi nei minimi particolari, il mio racconto verrebbe scambiato per una favola" scrisse il padre di Mozart a un amico.

Noto è l'aneddoto secondo cui il piccolo Wolfgang, dopo aver suonato per l'imperatrice, scendendo dallo sgabello sarebbe caduto, presto aiutato a rialzarsi da Maria Antonietta. Per ringraziarla Wolfgang le avrebbe detto: "Lei è buona, la sposerò". Non sapremo mai quanto sia vero l'aneddoto: secondo alcuni biografi è del tutto inventato, per altri piuttosto plausibile. Del resto a Vienna era permesso alle Loro Altezze di infrangere il protocollo. L'educazione impartita agli arciduchi non soffocava la loro spontaneità. I rampolli imperiali erano incoraggiati dall'imperatrice a giocare con bambini di ceto inferiore, come riferì Joseph Weber, fratello di latte di Maria Antonietta. E di sicuro, come riferisce Leopold Mozart in una lettera, Wolfgang era saltato sulle ginocchia di Maria Teresa per farsi dare un bacio. L'imperatrice molto materna aveva preso in simpatia il piccolo genio.
Maria Antonietta aiuta Mozart a rialzarsi. Illustrazione
tratta da un libro per ragazzi
Mozart riceve gli omaggi di Maria Teresa. Stampa ottocentesca
A Maria Teresa, Mozart era piaciuto in veste di enfant prodige ma quando il figlio Ferdinando, diversi anni dopo, le chiese di poter assumere alle sue dipendenze e condurre con sé da Vienna a Milano "un salisburghese" di nome Wolfgang Amadeus Mozart, "un giovane che suona il pianoforte con bravura straordinaria e compone musica graziosa", Maria Teresa gli scrisse: "Non saprei in che qualità lo possiate assumere, perchè non credo davvero che abbiate bisogno di un compositore o d'altra gente disutile al vostro seguito. Se tuttavia questo dovesse farvi piacere, non ve lo voglio negare. Quel che dico valga solo a dissuadervi dall'addossarvi il peso di persone inutili, e guardatevi inoltre dal conferire a gente simile dei riconoscimenti che attestino che sia stato al vostro servizio. Nuocerebbe alla buona fama di questo servizio se questa gente se ne vantasse poi girovagando e mendicando per il mondo; tenete inoltre presente che quel giovane salisburghese ha una numerosa famiglia".

Qui in basso alcuni fotogrammi tratti dal film "Melodie eterne" del 1940, con Gino Cervi nella parte di Mozart adulto. I fotogrammi riprendono la scena in cui Mozart bambino (interpretato da un piccolo attore dell'epoca) chiede la mano di Maria Antonietta:





Pur amando la musica, l'imperatrice non aveva larghe vedute. Era rimasta ancorata al vecchio stile e quello emergente non lo capiva. Mozart era molto avanti rispetto agli altri suoi colleghi compositori, in una parola era troppo moderno per l'epoca. E' cosa nota l'osservazione di Giuseppe II dopo aver ascoltato un'opera del maestro: "Troppe note caro Mozart, troppe note". Al che pare che Mozart abbia risposto: "Solo quelle necessarie, Vostra Maestà". Maria Teresa considerava troppo moderno persino Gluck: "Gluck e gli altri sanno a volte comporre uno o due buoni brani, ma tutto sommato continuo a preferire gli italiani... Nel campo della musica strumentale lavora anche un certo Haydn che ha delle idee straordinarie, pur essendo appena agli inizi."

Wolfgang con la sorella Nannerl -
 miniatura di Eusebius Johann Alphen (1763)
"Quanto sedevi al piano, o comunque ti
occupavi di musica, nessuno poteva permettersi di farti
 il minimo scherzo. E prendevi un'espressione
 così grave che parecchie persone ragguardevoli
 di diversi paesi si preoccuparono seriamente
 che il tuo ingegno troppo precoce e il tuo viso
 sempre raccolto e pensieroso
 non ti permettessero di vivere a lungo"

(Leopold Mozart, 1778)
Non possiamo non pensare con tristezza che se l'arciduca Ferdinando avesse insistito un po' di più con sua madre, Milano e il Teatro alla Scala avrebbero potuto gloriarsi di aver avuto Mozart. 

La figura del musicista non era, in quello scorcio del XVIII secolo, quella di un libero artista che potesse vivere con gli introiti della sua attività di compositore o esecutore. Al contrario, era uno stipendiato, legato ad un datore di lavoro con un regolare contratto; e il datore di lavoro poteva essere un nobile, un principe, oppure un rappresentante del clero.
Una condizione diversa era quella del "bambino prodigio", quale fu Mozart fin verso i dieci anni: un bambino non poteva essere un normale professionista della musica, e così diventava una sorta di libero artista in miniatura, un piccolo eroe capace di soggiogare il pubblico e di riceverne in cambio adeguati compensi.
L'abito lilla a passamanerie d' oro che il piccolo Mozart indossa nel quadro di Lorenzoni gli fu donato da Maria Teresa. Il regalo, fra l'altro, rivela la sana parsimonia dell'imperatrice, dato che si trattava dell'abito smesso del figlio Massimiliano, coetaneo di Wolfgang; l'abito donato alla sorella maggiore di Mozart, Nannerl, era un abito da ballo di seta rosa e preziosissimo pizzo, con un nastro assortito annodato al collo. Anche in questo caso si trattava di un abito smesso della piccola Maria Antonietta, che però dovette subire delle modifiche perché le due bambine avevano tre anni di differenza (Maria Antonietta 7 anni e Nannerl 10).

Fra il tintinnio delle tazze per il tè, il piccolo Mozart suonava, e quasi sempre aveva il potere di accattivarsi l'attenzione dei presenti, non solo per la sua straordinaria bravura, ma anche per il fascino che scaturiva dal contrasto fra la sua figuretta di bimbo minuto e pallido, la severità del viso, e l'intensa qualità della musica.

Tè all'inglese presso il principe Conti" di B. Olivier. Scrive Zweig: "musica e letizia hanno un giorno echeggiato in quella sala, aristocratici felici e gaudenti hanno ancora poco prima abitato quella dimora". In questa grande sala, appartenente al Tempio, veniva servito il pranzo alla famiglia reale prigioniera. Nel dipinto di trentanni prima è visibile il piccolo Mozart al clavicembalo. 
A Mozart dovettero sembrare lontani i trionfi parigini del 1763, quando quindici anni dopo si recò nuovamente nella capitale francese, in compagnia della madre che morì durante il soggiorno. Colpito dal lutto, praticamente ignorato dai parigini, Mozart lasciò Parigi molto amareggiato. Nemmeno Maria Antonietta si accorse di lui, probabilmente perché, incinta di Madame Royale, aveva altri pensieri in quella calda estate del 1778. Eppure la regina era solita cantare e suonare arie di Mozart nei suoi appartamenti privati e al Petit Trianon. Il suo connazionale era tra i suoi autori preferiti, assieme a Gluck, Grétry e Haydn; ma purtroppo i due, per uno strano caso del destino, non ebbero più modo di rivedersi. 

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