venerdì 14 aprile 2017

Jean-Baptiste Mallet


Questo dipinto realizzato con la tecnica del guazzo e con l'utilizzo di una penna a inchiostro nero fu realizzato dal pittore Jean-Baptiste Mallet. Facente parte di una collezione privata, recentemente è stato messo all'asta, stimato tra i 12.000 e i 15.000 euro, dalla casa d'aste Auction.fr. 
Era stato esposto nel 1939 al Carnavalet in occasione della mostra "La Rivoluzione Francese"; successivamente fu esposto nel 1955 in occasione del bicentenario della nascita della regina, al castello di Versailles. 

La scena riprende un episodio accaduto al Tempio poco dopo la morte del re, il 24 gennaio 1793. Madame Royale si era ferita ad un piede e la ferita si era infettata tanto da ulcerarsi. La principessa riferisce nelle sue memorie che, in virtù di questo suo male, Maria Antonietta praticamente inebetita dalla vedovanza, era tornata ad avere quanto meno un'occupazione: "Nulla era in grado di calmare l'angoscia di mia madre; era impossibile far entrare la speranza nel suo cuore, le era indifferente vivere o morire. Ci guardava qualche volta con una pietà che ci faceva rabbrividire. Fortunatamente il dolore accrebbe il mio male, cosa che la tenne occupata. Il mio medico Brunier e il chirurgo La Caze furono inviati e mi guarirono in un mese."

Brunier, un tempo medico dei figli di Francia, che era anche marito di una sottogovernante di Madame Royale, era già stato chiamato al Tempio da Maria Antonietta perché Maria Teresa aveva avuto il menarca proprio in quel periodo.

Mallet potrebbe aver letto le memorie della principessa da cui in seguito trasse ispirazione per l'opera ma secondo Lady Mendl, prima proprietaria di questo dipinto, Mallet aveva ottenuto il permesso di recarsi al Tempio e qui, avendo assistito alla scena, avrebbe eseguito successivamente il suo lavoro. E' noto però che l'unico pittore documentato che ebbe il permesso di recarsi al Tempio fu il polacco Kucharski. Il mistero quindi rimane.

Qui in basso un giornale del tempo in cui si fa cenno della malattia di Madame Royale:



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