mercoledì 25 maggio 2016

Schönbrunn, il castello incantato degli Asburgo.

Per capire appieno la psicologia di Maria Antonietta, è necessario recarsi a Schönbrunn, il palazzo color oro dove gli Asburgo trascorrevano i mesi estivi e dove la futura regina di Francia trascorse tante ore liete della sua infanzia. Se si osserva bene Schönbrunn e lo si raffronta al Petit Trianon, vi si scorgeranno tante similitudini. La regina volle ricreare, inconsciamente o non, l'atmosfera raccolta e domestica che aveva respirato a Schönbrunn. Non per nulla il Petit Trianon, fu soprannominato dalle malelingue, Petit Vienne o Petit Schönbrunn.


Più piccolo rispetto a Versailles, meno opulento forse, ma più intimo, Schönbrunn ci trasmette ancora oggi, a distanza di quasi tre secoli, il temperamento di Maria Teresa che teneva in questo palazzo la sua corte nelle vesti di sovrana di un grande regno e nelle vesti di madre di una numerosa prole. 

Si è soliti associare il palazzo all'imperatrice Elisabetta, più nota ai più con il nomignolo di Sissi. In realtà Elisabetta non amò mai molto Schönbrunn e non si sentì mai a casa sua in quella corte così diversa dalla sua Possenhofen. Le sue patrie elettive erano l'Ungheria che amava in maniera viscerale, e la Grecia con i suoi miti. Appena poteva faceva armi e bagagli e viaggiava, da perfetto spirito libero quale era, lontana da Vienna e dalle residenze che troppo le ricordavano i suoi doveri di sovrana. 

Personalmente a Schönbrunn non sento minimamente la presenza di Sissi, nonostante ritratti e fotografie dell'imperatrice testimonino il suo passaggio. Avverto piuttosto l'essenza di Maria Teresa che del castello fu l'anima e "l'architetto". Schönbrunn fu opera sua, espressione del suo gusto nonché dello stile di un'epoca (il barocchetto teresiano), in un certo senso l'immagine della sua Austria

Maria Teresa nel ritratto ufficiale del 1752 esposto a Schönbrunn nella Sala delle Cerimonie, opera di
Martin van Meytens. La sovrana con la corona accanto e la mano sullo scettro in un atteggiamento
di maestosa solennità, indossa un abito rosa di pizzo a tombolo brabantino. 
Al tempo della nascita di Maria Antonietta, Maria Teresa aveva già apportato sostanziali modifiche alla residenza, non solo nei necessari lavori di restauro, ma anche in diverse migliorie. 

Il palazzo situato a Kattermhule, accanto alla fortezza di Katterburg, era stato costruito su una tenuta acquistata nel 1559 da Massimiliano II. Il territorio era ricco di verde e di fauna selvatica. L'idea di Massimiliano II era quella di creare uno zoo a scopi scientifici ma nel 1605 gli ungheresi distrussero quel progetto.

La bella fonte che da il nome al castello
situata all'interno del parco di  Schönbrunn 
Pochi anni dopo l'imperatore Mattia soprannominò il luogo "Schönbrunn", perché durante una battuta di caccia, si era dissetato ad una "bella fonte", che aveva giovato alla sua gotta. Nel 1637, la vedova dell'imperatore Ferdinando II, Eleonora Gonzaga, aveva fatto costruire una villa di campagna in "stile italiano" che con il tempo divenne una sorta di buen retiro degli Asburgo, atto a balli campestri e banchetti all'aria aperta.

Alla fine del secolo, il nonno di Maria Teresa, Leopoldo I, aveva incaricato Johann Bernard Fischer von Erlach di progettare un nuovo palazzo, dopo che il primo era stato distrutto dai turchi. Reduce da un viaggio di studi a Roma, dove si era entusiasmato per le opere del Bernini, l'architetto austriaco aveva presentato il disegno di una residenza gigantesca che avrebbe dovuto sorgere in cima ad un'altura. Leopoldo l'aveva trovata esagerata, e mantenne solo l'idea di un corpo centrale al quale fece aggiungere in seguito due ali laterali. Jean Trehet, celebre architetto di giardini, avrebbe circondato il palazzo di un maestoso parco che, dalla facciata posteriore, saliva verso il colle. Nel 1700 gli Asburgo si trasferirono ufficialmente nel nuovo palazzo ma nel 1711, alla morte dell'imperatore Giuseppe I, i lavori vennero interrotti per mancanza di fondi. 

Carlo VI, successore di Giuseppe I e padre di Maria Teresa, preferì installarsi alla Favorita, fece definitivamente interrompere i lavori e assegnò Schönbrunn alla cognata, vedova di suo fratello Giuseppe I, così come si trovava, ma l'ex imperatrice preferì ritirarsi in convento.
In seguito il castello fu assegnato da Carlo VI alla figlia Maria Teresa, da poco convolata a nozze con Francesco Stefano di Lorena. Maria Teresa da tempo aveva manifestato simpatia per quel palazzo e soprattutto per il parco che lo circondava. La località era raggiungibile da Vienna in mezz'ora di carrozza dopo un riposante percorso fra vigneti, campi e laghetti. Fu così che la giovane Maria Teresa si propose di completare la costruzione e di provvedere all'arredamento secondo i propri gusti.

Il giardino di Schönbrunn all'epoca di Maria Teresa
Alla morte del padre, la neo sovrana, causa la politica e gli eventi bellici, fu costretta ad accantonare i suoi propositi su Schönbrunn per un po' di tempo ma il 25 febbraio del 1743, ordinò finalmente che il castello venisse riparato e strutturato in modo tale da poter fungere da comoda sistemazione per la corte. Affidò il compito di modificare il progetto di von Erlach, ormai eccessivo per un'epoca in cui lo stile barocco, ricciuto e pomposo, cominciava a stemperarsi e sgonfiarsi, al goriziano Nicola Pacassi. Tarouca fu nominato sovrintendente ai lavori, mentre Francesco Stefano assunse l'incarico di seguire gli architetti dei giardini e del parco. Della costruzione originale fu conservata l'entrata con gli alloggi per gli ufficiali e le scuderie. Venne rimpicciolito il cortile e furono tolte le scale e le rampe circolari esterne, così che le carrozze potessero entrare direttamente nella corte interna attraverso l'androne. Intatta rimase la pianta con le ali a gradini mentre i piani, tenendo conto delle esigenze di Maria Teresa, salirono a tre.
Nel progetto fu inglobato anche un teatro, oltre ad un parco di duecento ettari affidato all'olandese Steckhoven che avrebbe dato al giardino un aspetto francese, rigorosamente simmetrico.

Veduta del giardino e del parco di Schönbrunn
Maria Teresa ordinò un edificio grandioso con 1500 stanze aperte sul verde e disposte lungo un'armoniosa facciata di duecento metri. Sterminata la Grande Galleria, lunga cinquanta metri; intima e adatta a feste e banchetti in famiglia, la Piccola Galleria; alte e bombate le volte affrescate.

Intorno alle gallerie c'erano ambienti più intimi; e mentre nei saloni spiccava la pompa del barocco, nei salotti risaltava la lieve grazia del rococò. Larghi i terrazzi e i balconi. Vasti gli appartamenti per gli ospiti.

Nel 1746 il castello divenne già in parte agibile, ma vi si continuò a lavorare ancora per diversi anni. Non appena fu pronto il suo appartamento privato, Maria Teresa si trasferì a Schönbrunn con una parte della corte, ancora tra impalcature e un frenetico andirivieni di muratori, falegnami , stuccatori e tappezzieri.

La Grande Galleria del castello di Schönbrunn. La sala lunga 43 metri serviva a suo tempo per banchetti e feste di corte
La Piccola Galleria di Schönbrunn. In questo luogo si svolgevano cene in famiglia e intime serate musicali. Contro la parete trasversale ovest si trova un busto di Maria Antonietta; ad est un busto di Maria Carolina. 
Busto di Maria Antonietta
Busto di Maria Carolina




















A Maria Teresa piacevano le "cose indiane" che erano allora tanto di moda. Per "cose indiane" s'intendevano, in genere, i prodotti artigianali dell'Oriente asiatico. "Non c'è nulla al mondo che mi dia particolare piacere, nemmeno i diamanti; gioia mi dà solo quel che viene dall'India, specialmente gli oggetti in lacca e anche gli arazzi" scrisse Maria Teresa al principe del Liechtenstein che le aveva donato un mobile laccato orientale.

L'imperatrice volle per il suo maniero molti arredi asiatici. Sulle pareti della stanza del vieux laque (delle lacche antiche) spiccavano in nero e oro i dipinti laccati cinesi che aveva acquistato per 12.869 fiorini. Riuniva i suoi "mandarini", i ministri, fra le porcellane del lontano Oriente che ornavano il gabinetto rotondo cinese. Particolarmente costoso fu il piacere che si concesse nella "stanza dei milioni": 260 miniature indo-persiane racchiuse in cornici di rocaille dorata, e che rappresentavano scene della vita di corte dell'impero dei mongoli.

Gabinetto cinese rotondo. Qui Maria Teresa riceveva i suoi ministri per colloqui confidenziali. Una scala segreta portava al piano superiore dove alloggiava il Cancelliere Kaunitz. Nel pavimento intarsiato si scorge ancora il contorno del montavivande che aveva la forma di un tavolo di modo che si potevano prendere i pasti senza ascoltatori indiscreti.
Gabinetto Cinese ovale
Salone Cinese Blu
La stanza "Vieux-Laque" (lacche antiche). Maria Teresa abitò in questa stanza quando rimase vedova. I pannelli di lacca dell'Asia orientale, furono dipinti in alto mare per proteggerli dalla polvere. Alle pareti alcuni ritratti di famiglia: La Granduchessa Ludovica con i suoi bambini; l'Imperatore Francesco Stefano e Giuseppe II con il fratello Pietro Leopoldo, opera di Pompeo Batoni.
La stanza del Milione, così chiamata per via dell'ingente spesa affrontata per il suo arredamento, più di un milione di fiorini. E' visibile il busto di Maria Antonietta all'età di 16 anni, in porcellana biscuit. La sala serviva per le udienze ristrette dell'imperatrice.
Un'atmosfera più intima si respirava nel "gabinetto azzurro", nel quale spiccavano le figures chinoises, disegni a china eseguiti da Francesco Stefano e dalle arciduchesse Maria Cristina e Maria Elisabetta. Altri saggi pittorici dell'imperatore e delle sue figlie si trovavano nel "gabinetto delle miniature". I ritratti in miniatura dei familiari, alcuni dei quali opera della figlia Maria Cristina, e alcune scenette di vita quotidiana della famiglia reale conferivano un carattere quasi da salotto borghese: qui il rococò, lo stile prediletto a corte, cominciava già a cedere il posto al Biedermeier.

Gabinetto delle porcellane. Questa saletta veniva utilizzata da Maria Teresa per i giochi e lo studio dei suoi figli. Il gabinetto mantiene il suo aspetto originale dal 1763. Alle pareti vi sono copie di quadri di Pillemont e di Boucher eseguiti dall'imperatore Francesco Stefano e dalle arciduchesse Cristina ed Elisabetta.
Questa minuscola sala era utilizzata da Maria Teresa per la prima colazione. Nei 26 pannelli che decorano le pareti si trovano rappresentazioni floreali su seta gialla. Essi furono realizzati dall'imperatrice Elisabetta Cristina, da Maria Teresa e dalle sue figlie. Tre generazioni di ricami!
Uno dei 26 pannelli della saletta della prima colazione
Gabinetto delle miniature
Saletta della terrazza ovest. Il nome è dovuto al collegamento del castello con l'ala Valerie che ha forma di terrazza. Il dipinto di Benevaux rappresenta le arciduchesse Maria Giovanna Gabriella e Maria Josepha nelle vesti rispettivamente  di Flora e Cerere. Benevault fu chiamato a Vienna nel 1752 come pittore di corte e nel 1759 consegnò i ritratti di alcuni dei figli dell'Imperatrice per il castello del Belvedere. Con quest'opera il pittore portò un po' di gusto francese alla corte di Vienna. Egli produsse non tanto le caratteristiche individuali delle due bambine, quanto piuttosto un'atmosfera impersonale, aulica, che non sarebbe potuta piacere ad una madre "impegnata" come Maria Teresa. La sovrana preferiva infatti i ritratti più realistici. Sulle due bambine ritratte ci sono pareri discordanti: c'è chi dice siano Maria Josepha e Maria Antonietta e chi Giovanna Gabriella e Maria Josepha. E' più plausbile la seconda ipotesi perché nel 1759 Maria Antonietta aveva solo 4 anni e la bimba di destra è molto più grande. Inoltre era prassi dell'epoca ritrarre in coppia i fratelli e le sorelle più vicini di età e nel caso specifico Giovanna e Josepha avevano un solo anno di differenza.
Giovanna Gabriella e Maria Josepha
Nel castello l'imperatrice non volle collocare lussuosi mobili francesi; assertrice del mercantilismo, evitò di spendere per importare e s'accontentò di ciò che si fabbricava nel suo paese, dando in cambio denaro che rimaneva all'interno dei confini.

Il salotto giallo - Era questa la stanza da letto di Maria Teresa e Francesco Stefano. In seguitò la stanza fu occupata dalla sorella di Francesco, Carlotta di Lorena. Nell'ottocento il salotto divenne lo studio dell'imperatore Francesco Giuseppe.
La particolarità di questa stanza è il cabinet che si può vedere nelle foto. Si tratta dell'unico segno tangibile della presenza di Maria Antonietta a Schoenbrunn. Il piccolo cabinet, che serviva anche da scrittoio, decorato di medaglioni smaltati Wedgwood, di pitture sotto vetro e bronzi, apparteneva infatti a Maria Antonietta quando era ancora un'arciduchessa. Esso fu utilizzato nell'ottocento anche da Sissi che lo portò con sé all'Achilleion. Elisabetta infatti lo trovava molto comodo in quanto poteva scrivere senza essere costretta a sedersi. Ovviamente ai tempi di Maria Antonietta, questo cabinet si trovava nelle sue stanze al primo piano. Molto spesso nei castelli, mobili e quadri vengono spostati da una stanza all'altra. Nel caso specifico questo cabinet, fino a qualche anno fa, si trovava nella stanza dei bambini. 
La stanza dei bambini addobbata dei ritratti delle figlie di Maria Teresa. In realtà le stanze dei bambini si trovavano al pianterreno o ai piani superiori del castello.
Maria Josepha e Maria Carolina nei ritratti esposti nella stanza dei bambini. Per molto tempo il ritratto di Maria Josepha fu accreditato come ritratto di Maria Antonietta

Salotto dell'imperatrice Elisabetta - Questa stanza apparteneva a Maria Antonietta e fu occupata da Maria Teresa dopo la partenza della figlia. Scrive Maria Antonietta alla madre in data 14 ottobre 1772: "Le piantine di Schonbrunn e di Vienna mi hanno fatto un infinito piacere. Ho faticato non poco a riconoscere i luoghi, tuttavia sono stata ben compensata dalla gioia di occuparmi della cosa. Il mio appartamento di Schoenbrunn è certamente onoratissimo di potervi ospitare. Ne sono lietissima, sapendo che questo vi risparmia le scale; non vi è nulla di più faticoso per la respirazione."
In questa stanza sono appesi ritratti a pastello di alcuni dei figli di Maria Teresa, realizzati dal pittore svizzero Liotard, e un ritratto a pastello di Maria Antonietta in tenuta da caccia all'età di 16 anni di Joseph Krantzinger (1771). Il ritratto di Maria Antonietta, a detta di Maria Teresa, era molto somigliante alla figlia. L'imperatrice lo volle appendere nel suo studio: "Ho ricevuto il tuo ritratto, ti assomiglia molto; ha deliziato me e tutta la famiglia: è nello studio in cui lavoro, e la miniatura è nella camera in cui lavoro di sera. Così ti ho sempre vicina, davanti agli occhi; e naturalmente sei sempre nel mio cuore". 

Maria Antonietta nel ritratto di  Joseph Krantzinger
Stanza del balcone. In questa stanza sono appesi i ritratti di tutti i figli di Maria Teresa. Il ritratto di Maria Antonietta è opera di F. X. Wagenschoen
Maria Antonietta a 12 anni nel ritratto di Wagenschoen
Stanza di Maria Antonietta - La stanza deve il nome ad un arazzo che rappresentava la Regina di Francia con i figli e che un tempo era qui esposto
L'arazzo che rappresenta la Regina è presente in questo quadro di Franz von Matsch.
I principi tedeschi, guidati dall'imperatore Guglielmo II, porgono gli auguri all'imperatore Francesco Giuseppe per i 60 del suo regno.  La scena si svolge nella grande sala da ricevimento dell'imperatrice Maria Teresa e che oggi porta il nome di  di Maria Antonietta. 
La Sala degli Specchi dove si svolgevano le cerimonie di giuramento dei ministri di Maria Teresa
Salone dell'arciduca Francesco Carlo, padre dell'imperatore Francesco Giuseppe.
Studio dell'arciduca Francesco Carlo. Alle pareti vi sono diversi ritratti della famiglia di Maria Teresa. In particolare una serie di ritratti a pastello realizzati da Liotard.
Serie di ritratti realizzati da Liotard della famiglia imperiale
Maria Antonietta bambina nel ritratto di Liotard
Acquarelli realizzati dall'arciduchessa Maria Cristina: Il giorno di San Nicolò, Giuseppe II accanto al letto di pueperio, Autoritratto di Maria Cristina, L'arciduca Pietro Leopoldo con la sua famiglia in visita alla madre, Ritratto dell'arciduchessa Maria Amalia. 

Sala delle Cerimonie. Questa sala fu adibita alle festività particolari come matrimoni e battesimi. Alle pareti vi sono diversi dipinti commemorativi realizzati da Martin van Meytens. Al centro campeggia il ritratto di Maria Teresa
La camera in cui nacque l'imperatore Francesco Giuseppe. Il grande letto a baldacchino
era di Maria Teresa ed un tempo era collocata alla Hofburg.

La scala blu
Per l'impostazione e l'esecuzione del giardino, Maria Teresa si avvalse della collaborazione del consorte, il quale aveva notevoli conoscenze botaniche. Francesco Stefano ottenne di far allestire all'interno del parco, un orto botanico al quale provvide l'olandese Adrian van Steckoven. Qui l'imperatore vi riunì piante rare provenienti perfino nelle indie occidentali. In seguito, sempre per volere di Francesco, fu allestito un serraglio, costruito e popolato di animali da Jean-Nicolas Jadot.

Il giardino zoologico di Schoenbrunn è considerato il primo zoo moderno; voluto dal padre di Maria Antonietta, l'imperatore Francesco Stefano (amante della natura), che ne affidò i lavori all'architetto Adrian van Stekhoven, il serraglio sorse sull'antico serraglio del 1540. Ricordiamo che alla fine del cinquecento, Rodolfo II ordinò la realizzazione del famoso "bestiario" al quale lavorarono numerosi artisti che riprodussero le specie animali presenti nel serraglio di Vienna. La nuova menagerie di Francesco Stefano era ubicata in modo tale che l'imperatore e la sua famiglia potessero goderne la vista mentre consumavano la prima colazione; il padiglione era circondato da 13 recinti per gli animali, l'interno fu decoraato dal pittore Johann Michael Purgau. Oggi il padiglione è un bar/ristorante. Il serraglio fu meta di pittori e naturalisti tra cui il pittore Bergl Wenzel e fu aperto al pubblico a partire dal 1765
Il padiglione come si presenta oggi
L'elemento fondamentale del parco era il giardino barocco che si estendeva fino alla collina. Il giardino, impostato alla française, vi appariva piegato ai voleri dell'uomo. L'imperatrice apprezzava molto di più l'intimità rococò dei cosiddetti "giardini segreti" fatti e riservati per lei e la sua famiglia, e soprattutto del "giardinetto da camera" corredato di un pavillon costruito con legni intrecciati sui quali s'arrampicavano delle rose, conferendogli l'aspetto del piccolo castello di Rosaspina. Lungo i lati del castello c'erano spazi più raccolti e confortevoli di quelli offerti dal parterre. Alcuni vialetti conducevano a gruppi di alberi tra i quali i figli dell'imperatrice amavano giocare a nascondino, e a piccoli palcoscenici, quasi "da camera", circondati da quinte vegetali, ideati per l'allestimento delle commedie pastorali.


A corredo del parco barocco e del giardino rococò fu infine spalancata una finestra sul primo classicismo con la Gloriette, un padiglione collocato di fronte al castello, eretto secondo il modello romano, ideato da Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg. Elementi tipici del giardino all'inglese iniziarono a farsi strada anche a Schönbrunn con la costruzione della finta "rovina romana" eretta da Hohenberg come simbolo della caducità delle opere umane, e come nido per i momenti di romantica malinconia.

La Gloriette
Completata nel 1778, due anni prima della morte di Maria Teresa, la rovina romana non faceva ormai più parte del suo mondo. La sovrana volta al rococò, aperta all'illuminismo e sensibile al neoclassicismo, non poteva trovarsi a suo agio con il romanticismo che non corrispondeva alla sua mente pragmatica incline alla concretezza. In questo contesto è da considerarsi stravagante il fatto che l'imperatrice avesse consentito al pittore Johann Bergl di corredare le sale del pianterreno del castello di affreschi raffiguranti paesaggi fantastici, di trasformarli in una specie di serra subtropicale, in un labirinto dipinto che poteva anche apparire come la rappresentazione di un intrico di sentimenti.

Qui in basso gli appartamenti Goëss, affreschi di Johann-Baptist Bergl Wenzel. Queste stanze appartenevano a Maria Teresa che in estate vi si trasferiva perché più fresche. Nell'Ottocento divennero le stanze private dell'Arciduca Rodolfo e dell'Arciduchessa Gisella. Gli affreschi sono sorprendenti per i colori e per gli effetti illusionistici. Wenzel fu uno dei pittori prediletti di Maria Teresa e per l'imperatrice lavorò anche alla Hofburg (Stanze Bergl). Pare che l'artista avesse accesso alla serra e allo zoo privato di Maria Teresa dove studiò con molta attenzione piante ed animali.



Il vero mondo di Maria Teresa fu fissato da Bernardo Bellotto nelle vedute di Schönbrunn che il pittore dipinse nel 1760, quando l'imperatrice era allo zenit del potere. La facciata principale del castello la cui barocca monumentalità risulta attenuata dalla presenza appena accennata, nella corte d'onore, di uniformi militari, tonache monacali, di carrozze che sembrano lettighe sorrette da ruote; e poi il versante sul parco nel cui parterre barocco passeggiano i gentiluomini del rococò, con il campanile di Santo Stefano in lontananza.



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