mercoledì 28 ottobre 2015

Balli in maschera

Nel 1897 la Duchessa di Devonshire organizzò un ballo in maschera per festeggiare i 60 anni di regno della regina Vittoria. Gli invitati, circa 700, dovevano rigorosamente indossare un costume ispirato a personaggi del passato, della letteratura e della mitologia. Di questo famoso ballo in maschera esistono 200 fotografie realizzate dal fotografo James Lauder e dai suoi assistenti. Ovviamente al ballo non potevano mancare costumi ispirati a Maria Antonietta e al suo tempo. 

Nelle immagini la contessa di Warwick con un costume ispirato a Maria Antonietta:






















La contessa Kilmorey con un costume
ispirato a Madame Du Barry
La viscontessa di Milton nelle vesti di
Madame Vigée Le Brun




















Maude Alethea Stanley come Madame Valois de La Motte
Le feste mascherate non erano, come oggi, legate solo ad eventi come il Carnevale ma erano occasioni molto frequenti. Celebre fu il "Ballo dei Tassi", dato in onore del matrimonio del Delfino Luigi Ferdinando con l'Infanta di Spagna il 25 febbraio 1745. Il ballo fu immortalato da Charles-Nicolas Cochin fils in un celebre dipinto. Tra gli arbusti presenti nel quadro, vi era celato anche Luigi XV, il cui costume intendeva riprodurre i tassi del parco. Una nobildonna, avvicinata da un tasso, credendo fosse Luigi XV, vi si concesse. 

Il Ballo dei Tassi - Charles-Nicolas Cochin fils (1745)
Cochin immortalò la scena di un tasso che fa la corte ad una bella cacciatrice, un evidente omaggio al sovrano e a colei (madame de Pompadour) il cui astro aveva iniziato a brillare.
Jeanne Antoinette, mascherata da Diana cacciatrice, mirava ad affascinare il Re in questa pubblica occasione, al punto che Voltaire avrebbe più tardi inviato alla bella fortunata un madrigale, il cui linguaggio cifrato poteva essere chiaro solo agli iniziati, ma che celebrava senza dubbio la nuova favorita:

Quando Cesare, questo affascinante eroe,
Del quale Roma era idolatra,
Vinceva il Belga o il Tedesco,
Tutti si rallegravano con la divina Cleopatra.
Questo eroe degli amanti tanto quanto dei guerrieri
Univa il mirto al lauro
Ma il Tasso è oggi l’albero che onoro
E da qualche tempo io lo preferisco assai più
Ai lauri sanguinanti del fiero Dio delle battaglie,
Ed ai mirti di Citera. 


 
***

La passione di Maria Antonietta per le feste, in particolare per quelle in maschera, è cosa nota.
Appena poteva, si recava a Parigi per partecipare a feste e veglioni. Nelle "Mémoires Sécrétes" in data 4 marzo 1778, si può leggere:

 "E' ancora un mistero da svelare una maschera davvero straordinaria, che la notte di giovedì grasso ha lungamente parlato alla Regina durante il tempo che ella è stata nel suo palco all'Opéra, e che ha singolarmente interessata S. M. al punto da farsi notare da tutti gli spettatori e da lascarli assai perplessi. Questa maschera era vestita come una trecca. Con un copricapo tutto lacero in testa e il resto dell'abbigliamento in conseguenza. Appena la Regina è comparsa, lui è andato a mettersi davanti al suo palco e le ha parlato con singolare familiarità, chiamandola "Antoinette" e rimproverandola di non essere a letto con suo marito, che in quel momento stava russando. Ha continuato poi la conversazione, che tutti ascoltavano, su quel tono libero e vi ha messo tanta gaiezza e tanto interesse, che S. M., per meglio parlare con lui, si sporgeva dal palco e gli lasciava quasi toccare il petto. Dopo più di mezz'ora di conversazione, lei lo ha lasciato, dicendo che non si era mai tanto divertita e, poichè lui si doleva che se ne andasse, lei gli promise di tornare, ciò che fece. Il secondo colloquio è stato tanto lungo quanto il primo ed ugualmente pubblico, ed è terminato coll'onore avuto dallo sconosciuto di baciare la mano della Regina, familiarità che s'è preso, senza che lei se ne mostrasse offesa".
"La voce generale è che la maschera fosse quel Dugazon, della Comédie-Française; ma è difficile accertarlo".
Kirsten Dunst e Jason Schwartzman in un servizio fotografico per Vogue con i costumi realizzati da Milena Canonero per le scene del ballo in maschera del film "Marie Antoinette" di Sofia Coppola. Per il costume nero della Dunst, la Canonero prese ispirazione da un ritratto realizzato dal pittore Antoine Pesne, che rappresenta una giovane donna in costume nero e maschera.
Ritratto di nobildonna in costume - Antoine Pesne
Interessante notare che un secolo dopo Sissi avrebbe intrapreso anche lei una conversazione con un giovane sconosciuto, nascosta e perciò non riconosciuta (almeno non subito) da un domino giallo, durante un ballo in maschera.
La passione per le feste in maschera non riguardò solo Maria Antonietta ma anche altre regine e principesse. Anche sua madre da ragazza si divertiva ai veglioni e faceva le ore piccole giocando a carte, e a testimonianza di ciò c'è un ritratto dell'imperatrice con un costume alla Turca indossato per un Carnevale.

Maria Antonietta in un costume
di epoca "Enrico IV"
per un ballo in maschera a tema. La particolarità
di questo ritratto è che il quadro è identico ad
un ritratto dell'imperatrice Elisabetta Cristina
nonna materna della regina. Probabilmente
l'intento del pittore, Johann Martin Stock, era
quello di omaggiare l'incredibile somiglianza tra
nonna e nipote.
Maria Teresa d'Austria in un costume alla turca -
Martin van Meytens (1744)

























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