martedì 15 settembre 2015

Il panier

Maria Antonietta con un vistoso panier
in un ritratto conservato alla Hofburg di
Innsbruck, opera di Joseph Hautzinger
In alcuni celebri ritratti, Maria Antonietta indossa vistosi paniers, una struttura che veniva indossata sotto l'abito e che amplificava, in forma via via più ellittica, il volume della gonna.
Il termine di origine francese indicava i cesti di vimini che venivano appesi su entrambi i lati di un animale da soma.

Prima dell'avvento del panier c'era il guardinfante, con il quale il panier viene spesso confuso.
Il guardinfante (farthingales, verdugado) di origine spagnola, risale al XV secolo. Si trattava di una struttura composta da cerchi di vimini. Sembra che fu Giovanna d'Aviz, regina di Castilla e d'Aragona, la prima ad indossarlo per nascondere due gravidanze illegittime, da qui il termine "guardinfante".

Il guardinfante francese noto come 'Wheel Farthingales' nacque negli ambienti di corte francesi e venne introdotto nei primi anni del XV secolo in Inghilterra. Il materiale più comune per irrigidire i guardinfanti erano delle corde leggere, elastiche e flessibili fatte di vimini. Solo più tardi si cominciarono ad utilizzare i cerchi di osso di balena. Venivano nascosti sotto le sottogonne o gli abiti, tranne alcuni casi in cui venivano realizzati con tessuti pregiati e quindi destinati ad essere visti.

Il panier invece ebbe origine nel XVII secolo, sempre in Spagna.
Ne abbiamo indizio nei ritratti dei reali spagnoli del pittore Velasquez. Si diffuse poi in Francia nel XVIII secolo e da lì in tutta Europa. Inizialmente indicava una struttura a forma di cupola formata da cerchi di dimensione digradante dall'orlo alla vita. Veniva costruito con cerchi di bambù o stecche di balena.

Nel corso del regno di Luigi XV, assunse varie forme: à cupole (a cupola, tondo nella parte alta), à gueridon (a imbuto), à coudes (con le punte accentuate sui fianchi), à la commodité, che presentava code così alte da consentire l’appoggio dei gomiti.
L’impaccio nei movimenti provocato alle donne, anche nello svolgere i più semplici gesti quotidiani, è ben descritto dal Lampugnani. Egli racconta che le dame dovevano accostarsi alle tavole imbandite di preziose vivande "per fianco, a guisa di granchi", restando "lontane l’una dall’altra", tanto che non riuscivano a servirsi da sole dei cibi, e dovevono addirittura essere imboccate dalle cameriere".

Maria Antonietta in un ritratto della Le Brun (1778)
Maria Antonietta in un ritratto di D'Agoty (1775)
















Originariamente il panier fu usato esclusivamente dall’aristocrazia, poiché simbolo di appartenenza ad un alto rango sociale; in seguito, grazie ad un sistema di confezione che permetteva di limitare il prezzo, fu adottato anche dalla borghesia.

Maria Antonietta doveva trovarlo piuttosto scomodo e lo utilizzava solo nelle cerimonie importanti o a corte, e solo se strettamente necessario. Con l'avvento della "chemise" e più in là dello Stile Imperto, il panier passò di moda, per tornare poi nuovamente nel secolo successivo, declinandosi nella crinolina che l'imperatrice Eugenia, grande ammiratrice di Maria Antonietta, lanciò assieme al famoso stilista Worth, proprio per emulare i paniers indossati dalla regina. 

Qui in basso diversi modelli di paniers:


































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