sabato 20 giugno 2015

Il guardaroba di Maria Antonietta

Il guardaroba della regina a Versailles
A Versailles il pianerottolo della scala della regina formava, sotto l' "ancien régime", un passaggio importante nel quotidiano della Corte, in particolare per ciò che riguardava il servizio del guardaroba.
Questa scala fungeva da accesso all'ala vecchia dove erano situati molti alloggi tra cui quelli delle amiche della regina, come ad esempio quello di Madame d'Ossun, la sua ultima addetta al guardaroba.
Il castello di Versailles conteneva precedentemente un numero impressionante di guardaroba che non disponevano sempre di un luogo fisso. Queste piccole parti di servizio erano in realtà delle camere destinate a contenere i vestiti e la biancheria e nelle quali vi dormivano alcuni servitori. 
Secondo le usanze del tempo, i servi e le cameriere dei nobili ereditavano i guardaroba dei loro padroni.
I dipendenti del guardaroba pulivano gli abiti, preparavano i canestri o le coperture e modificavano secondo le stagioni i vari oggetti di toelette tenendo un inventario.
Si è provato a situare i vari depositi del guardaroba di Maria Antonietta grazie alle carte degli edifici conservati agli archivi di stato e anche grazie ad uno studio topografico recente di un ricercatore americano William Ritchey Newton.

Pierre de Nolhac
scriveva già a questo riguardo, verso il 1900, che poteva "individuare nel castello le parti destinate a quest'impiego, anche se l'aspetto dei luoghi è cambiato."
Sempre Nolhac scrive: "La dama addetta al guardaroba della regina aveva il compito di ordinare i tessuti, gli abiti di corte, di fare l'inventario; tutto era sotto la sua supervisione e nulla veniva pagato senza un suo ordine e una sua firma.... Ai suoi ordini c'erano la dama addetta alla cura e alla manutenzione degli abiti della Regina; due donne che avevano il compito di piegare e stirare gli indumenti; due valletti e un ragazzo addetti al guardaroba che avevano il compito di portare ogni mattina dei cesti ricoperti di taffetà che contenevano tutto ciò che la regina avrebbe indossato durante il giorno. Un cesto ricoperto di taffetà verde conteneva abiti e grandi vesti (da indossare a corte)".


Gli armadi del guardaroba della regina
Il guardaroba della regina si trovava sopra il grande gabinetto dorato e nella parte dei bagni. La scala che collegava questi locali esiste ancora con le sue principali uscite e si può tranquillamente immaginare il via vai del personale addetto al servizio. Non si rimane sorpresi dalle dimensioni di questi ambienti se si considera la quantità di articoli di abbigliamento e tessuti pregiati che essi custodivano.

La scala che collegava i locali del guardaroba
Madame Campan ci ha descritto questi locali di servizio, composti di tre grandi stanze circondate di credenze, attaccapanni, grandi tavole, che servivano a stendere gli abiti e le stoffe. Madame de Mailly, nel 1779, fece aggiungere degli scaffali indispensabili per la conservazione dei vestiti e degli abiti guarniti di fiori e pompon che necessitavano di una certa cura.
Gli abiti, di fatto, erano sistemati in ampi cassetti e scaffali incastrati nelle pareti. Il guardaroba comprendeva anche la biancheria, négligés, lenzuola, accappatoi, abiti da camera, camicie da bagno, accessori da toeletta come spazzole e prodotti di bellezza.

La spesa del guardaroba era realizzata sul bilancio della casa della regina. Maria Antonietta riceveva dalla Tesoreria Reale tra i 3 ai 4 milioni di livres con i quali si regolavano le spese della propria casa e dei suoi piaceri. Per l'abbigliamento il fondo disponibile era fissato al limite massimo, dal 1725 da un decreto di Louis XV, a 120.000 livres, pagato mensilmente con un aggiunta di 10.000 livres e con supplementi variabili, chiamati "lo straordinario", accordati in base alle richieste della dama del guardaroba. Questo fondo supplementare non sarà mai sufficiente per la regina.
Quando Madame d'Ossun, da brava amministratrice, fu nominata dama del guardaroba, cercherà di mettere ordine in questa spesa e si preoccuperà di bandire tutte le irregolarità. Lotterà contro Mademoiselle Bertin, la grande responsabile del deficit che non rispettava gli accordi.

Purtroppo, durante la Rivoluzione, il guardaroba da favola della regina fu saccheggiato e in parte venduto all'estero a privati. Quel poco che è giunto fino a noi è però sufficiente per dare un'idea dell'eleganza e del gusto di Maria Antonietta. Il suo guardaroba era aperto al pubblico che poteva così vedere da vicino gli abiti della regina. All'epoca molte signore si mettevano in viaggio per Versailles, unicamente per poter vedere da vicino la collezione di abiti di Maria Antonietta ed è interessante notare che alcuni di essi erano considerati già pezzi da museo. 

Qui in basso il guardaroba della chaumière aux coquillages (il cottage delle conchiglie), così chiamato per via delle decorazioni interne del minuscolo padiglione. Costruito fra il 1779 e il 1780 dal Duca di Penthievre per la nuora, la Principessa di Lamballe, il cottage fu edificato nel giardino Anglo-Cinese del parco di Rambouillet. La mobilia consiste in quattro divani, otto sedie ed un parafuoco per il camino. Alla principessa piaceva il suo nascondiglio, così come piacque in seguito a Maria Antonietta, che utilizzò il padiglione per servire il tè quando nel 1783 il castello di Rambouilliet venne acquistato da Luigi XVI. Nonostante tutto Maria Antonietta non amava soggiornarvi, trovava il posto molto noioso e "gotico".



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